Modena, via Vicenza: «Noi, prigionieri delle sbarre di Gigetto Ore intere isolati dal resto della città»

Non sono pochi i residenti della via (molti dei quali anziani) che un giorno sì e l’altro pure devono affrontare disagi gravissimi: la via infatti è chiusa da un lato dove c’è la ciclabile per l’Esselunga e dall’altro ci sono le sbarre della ferrovia.

MODENA Dopo il guasto al passaggio a livello di via Vicenza a Modena dello scorso fine-settimana dove per due giorni consecutivi Gigetto è transitato strombazzando a tutto andare con sbarre alzate, non sono pochi i residenti della via (molti dei quali anziani) che un giorno sì e l’altro pure devono affrontare disagi gravissimi: la via infatti è chiusa da un lato dove c’è la ciclabile per l’Esselunga e dall’altro ci sono le sbarre della ferrovia.



«Il vero dramma in realtà – sottolinea la signora Monica, che abita accanto ai binari – si verifica quando le sbarre si bloccano abbassate lasciandoci isolati a volte per intere ore. Questo comporta una situazione di pericolo perché la maggior parte della strada risulta irraggiungibile da qualsiasi mezzo di soccorso. Domenica sera poi l’ennesimo disagio: un’auto è rimasta bloccata all’interno della zona delimitata dalle sbarre. Per fortuna non è successo niente se non ritardo del treno e blocco della via per la rimozione del mezzo, ma ogni giorno ce n’è una. È lecito allora chiedersi se vale la pena mantenere attiva questa linea quando mi sembra di vedere che il treno sia praticamente sempre mezzo vuoto».



Della stessa opinione è il signor Paolo che ricorda come tutte le altre ferrovie secondarie sia no state dismesse: «Penso che se le cose si vogliono tenere lo si deve fare attraverso la cura e gli adeguati investimenti economici. Questo non sta accadendo a Modena. Si guardi la stazione Piccola da dove parte e arriva Gigetto: è ormai da tempo in degrado e questo è un vero peccato nonostante si parli da anni di progetti di ammodernamento e riqualificazione».

In zona c’è però anche chi è dell’idea che togliere Gigetto non sarebbe di certo una scelta sostenibile e in linea con la lotta ai cambiamenti climatici, «ma è necessario investire per ammodernare la linea affinché crei meno disagi al traffico cittadino e ai suoi residenti, oltre a crescere in efficienza come servizio – afferma Flavio Casette – personalmente sarei per ripristinare anche le vecchie linee dismesse per Vignola e Nonantola, il treno è di certo uno dei mezzi di trasporto più ecologici. Si guardi ai paesi del nord Europa: situazioni urbanistiche con il treno che attraversa vie secondarie come queste ce ne sono molte, ma il passaggio a livello rimane chiuso solo per quegli istanti che passa il treno e non si ha una percentuale così alta di guasti alla linea come accade invece in Italia». D’accordo con il signor Casette sono anche Chiara e Simone: «Il treno è ecologico ma è sotto gli occhi di tutti il disagio causato da Gigetto. A nostro avviso vanno trovate soluzioni più innovative forse investendo in sottopassaggi e nell’ammodernamento della linea per fare in modo che possa venirne anche incentivato l’utilizzo. Così forse ha poca ragione di esistere e crea molti più disagi che vantaggi».l