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Guiglia. Terraquilia ha presentato “XIII Luna” ai sommelier

La Cantina di Guiglia che produce vini senza solfiti seguendo il metodo ancestrale

i Manuel Marinelli

Guiglia Puntare sul territorio, osando con proposte per nulla scontate e sempre con un occhio puntato al Bio.


Si può riassumere così la filosofia di Terraquilia, con la sua sede di Guiglia una delle Cantine più in quotate di tutta la provincia, che ieri sera ha presentato davanti ai sommelier di AIS Modena la sua ultima creazione: Tredicesima luna, denominazione scritta con il numero romano. Una nuovissima linea premium derivante da un’annata speciale, quella del 2016, che si compone di tre inediti vini: il Nativo Ancestrale, lo Spumante Extra Brut e l’unico rosso del trio, il Falconero Zero. Il nome è quello con cui in gergo popolare si indica la seconda luna piena del mese, evento molto raro che accade ogni tre/cinque anni. E lo stesso si può dire dell’annata 2016, perfetta per valorizzare al meglio il metodo ancestrale. Proprio questo antico metodo è il marchio di fabbrica di Terraquilia, precursore di quello sta diventando un trend tra i produttori. Grazie a questa tecnica i prodotti della cantina guigliese si distinguono per la quasi totale assenza di solfiti, i conservanti impiegati nei vini, e vantano la scritta, ripresa in ogni etichetta, “dall’uva alla bottiglia senza aggiunta di altre sostanze ammesse per uso enologico”.

«Siamo stati tra i primi a credere nel metodo ancestrale – spiega il responsabile commerciale Pietro Vezzani – è stata una scommessa, ma sta dando frutti. L’azienda cresce, come testimoniano i numeri postivi degli ultimi anni: Terraquilia è presente in più di 10 Paesi, dal Giappone agli Usa, e la nostra produzione si assesta sulle 70 mila bottiglie all’anno. Siamo orgogliosi di XIII Luna, un prodotto longevo e soprattutto caratterizzato da una capacità evolutiva sorprendente. È la massima espressione del nostro prodotto e della nostra filosofia, che ci ha portato a osare proponendo vini frizzanti ma comunque longevi, un binomio abbastanza inusuale, e soprattutto naturali, visto il basso contenuto di solfiti. Questo ci ha permesso di essere conformi a requisiti biologici e anche vegani, consentendoci di ottenere entrambe le certificazioni di ICEA, che apponiamo in ogni bottiglia».l