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L'allarme da Serra: «Via Giardini scambiata per pista: serve un autovelox a Montagnana»

L’incidente di domenica rilancia la questione sicurezza

Serramazzoni «A Montagnana servono degli autovelox sulla Giardini come quelli che sono stati istallati a San Venanzio: non si può continuare ad assistere a queste corse in moto e in macchina in pieno centro abitato».

A dirlo sono i residenti della frazione di Serra teatro domenica mattina di un incidente con una dinamica pazzesca. Verso le 11.15, la moto sportiva Ktm Nsc guidata da un 27enne in direzione pianura ha sbandato sulla destra nel cuore dell’abitato finendo contro la porta d’ingresso al civico 9634 e staccando uno scuretto dai cardini. Poi ha continuato per 30 metri andando addosso alla Clio dei residenti se a un albero, terminando la corsa in mezzo alla carreggiata. Alla fine bisogna dire che è andata bene: nessuno è stato colpito e l’allarme sulle condizioni del motociclista, portato a Baggiovara, è rientrato. Ha 40 giorni di prognosi, ma la gamba destra la recupererà.


Ma l’accaduto ha rilanciato più che mai la questione sicurezza tra residenti, arrabbiatissimi per la situazione. «Qui sembra di essere sul circuito di Monza – sbotta Simona D’Aleo, in affitto proprio nella casa colpita – moto e auto, soprattutto dal venerdì alla domenica, continuano a passare a velocità folli. Pochi chilometri più in giù, a San Venanzio nel comune di Maranello, hanno messo tre autovelox e hanno risolto il problema, perché non si possono mettere anche qui? Bisogna aspettare la tragedia?». «A me otto anni fa una moto ha distrutto la fiancata dell’auto allo stesso modo – nota Federico Vanni, proprietario della casa al 9634 – qui si corre troppo. Ho chiamato più volte la polizia locale: sono venuti per qualche giorno per i controlli, ma è troppo poco». «Qui ci vuole qualcosa di fisso, ci vuole un autovelox – rilancia una signora 64enne – è ora di prendere provvedimenti». «È il quarto incidente in sei mesi sulla Giardini a Montagnana nell’arco di 100 metri – puntualizza Paolo Minghelli – qui è un continuo. Non può andare avanti così: bisogna fare qualcosa».