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Maturità per 6.200 studenti modenesi, ma il problema restano gli spazi

Domani la prima prova che segna anche il ritorno all’esame in presenza

Modena. Saranno 6.200 gli studenti modenesi che da domani affronteranno gli esami di maturità, con il tema di italiano, prima delle due prove scritte previste dal ministero dell'Istruzione.

Per il presidente della Provincia Gian Domenico Tomei «è un segnale di straordinaria speranza, rivedere gli esami di maturità completamente in presenza, dopo anni difficili e complicati come quelli che abbiamo vissuto. Da domani oltre seimila studenti affronteranno una sfida che li preparerà al mondo delle professioni, o a nuove esperienze di studio, ma che rappresenta comunque un grande traguardo e un patrimonio di esperienza che rappresenta l'ossatura della nostra comunità di domani. Auguro a tutti di dare il meglio e di impegnarsi al massimo e sono certo che il nostro territorio saprà offrire opportunità di crescita per il futuro. Il nostro compito - conclude Tomei - è quello di garantire le migliori condizioni possibili perchè tutti i talenti e le potenzialità possano essere espresse e vissute con passione e noi amministratori siamo impegnati per far si che questo si realizzi, costruendo così comunità sempre più solide e coese».


Gli esami di maturità si svolgeranno, per la prima volta dopo la pandemia, in presenza sia per quanto riguarda le prove scritte che per l'esame orale, e coinvolgeranno tutti i sette distretti scolastici modenesi, Modena, Carpi, Castelfranco, Mirandola, Pavullo, Sassuolo e Vignola.

Un aspetto, quello della maturità, che porta sotto i riflettori anche il tema degli spazi, che in provincia di Modena continuano ad essere piuttosto carenti.

La Provincia gestisce l’edilizia scolastica superiore di 30 istituti scolastici con oltre 35 mila studenti che utilizzano 62 edifici, 25 palestre, oltre 1400 aule e 500 laboratori.

Il primo problema è che gli spazi non bastavano già lo scorso anno e da settembre, con l’aumento degli iscritti, ci saranno 31 classi in più. Il bando per la ricerca degli spazi, al momento, non ha dato i risultati sperati e l’anno prossimo si rischia di avere un nuovo anno scolastico caratterizzato da classi pollaio e succursali. l