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Fiorano, gli onori dell’Arma per il comandante Lorenzo Mosto: «Esempio per tutti»

Centinaia di persone in chiesa per l'addio al luogotenente morto domenica in un incidente stradale

FIORANO. L’intera comunità di Fiorano, quella di Castellarano, gli amici, i colleghi, le autorità militari e civili da tutta la provincia, i sindaci del distretto ceramico.

A salutare il luogotenente Lorenzo Mosto, comandante per 17 anni della locale stazione dei carabinieri di Fiorano morto in un terribile incidente in moto domenica pomeriggio a Castellarano, c’erano proprio tutti ieri mattina, pronti a stringersi attorno alla sua famiglia nella chiesa parrocchiale di Fiorano. L’intero paese si è preparato ad accogliere l’arrivo del feretro davanti al sagrato.


Don Giuseppe Grigolon, cappellano militare della diocesi di Bologna che ha celebrato il rito funebre, ha ricordato il comandante Lorenzo Mosto, la sua dedizione, il suo impegno: «Oggi salutiamo un amico, un collega, un padre. Portava nel suo cuore le ansie di tutti. Era in attesa della pensione che sarebbe arrivata tra poco, ed era contento di sapere che avrebbe avuto tempo per stare con la sua famiglia».

Un pensiero ai colleghi, dalla stazione di Fiorano a quella di Sassuolo. I canti, la preghiera dei carabinieri, i ricordi di amici e autorità. Tutti, commossi, hanno voluto omaggiare a modo loro il comandante Lorenzo Mosto. Sono intervenuti i figli Federica e Alessandro, rispettivamente di 30 e 28 anni.

È stata la prima a prendere la parola a nome della famiglia: «Mio padre – ha detto – era un grande uomo. Ha trascorso la sua vita dedicando tutto se stesso agli altri. Lavorava tantissimo, di giorno e di notte, non c’era sera che non portasse qualche pratica da leggere a casa».

Federica ha ricordato poi i momenti, preziosi, in famiglia: «Se eravamo tutti insieme ed eravamo sereni, lui era l’uomo più felice del mondo. Mio padre – ha concluso – era un uomo tutto di un pezzo, sapeva guidare chi aveva smarrito la strada, con empatia e rispetto».

A prendere la parola è stata poi una ragazza, amica dei figli del luogotenente: «La nostra storia con te è iniziata dall’incontro con Federica in prima elementare. Abbiamo avuto la fortuna di conoscere la persona che c’è sotto la divisa. I pranzi di natale, il mercante in fiera, sei stato più di un amico per i nostri genitori, un fratello, e per noi uno zio, anche se facevi cadere un po’ troppe torte. Ora proteggi noi da lassù come solo tu sai fare con le persone che ami».

Ieri a Fiorano il sindaco Francesco Tosi ha proclamato il lutto cittadino.

Tosi aveva trovato in Mosto oltre che un prezioso collaboratore anche uno stimato amico; il sindaco ha voluto ringraziare la famiglia, a nome dell’intera comunità fioranese, «perché se si può parlare di comunità, il merito è anche di Lorenzo Mosto, che per anni si è comportato come un padre che si preoccupa e si occupa delle persone, anche se hanno sbagliato».

Mosto era conosciuto e amato a Fiorano, ma anche a Castellarano, dove risiedeva da circa 18 anni. E infatti sono due le comunità in lutto di fronte alla sua morte.

«Lorenzo – così il sindaco di Castellarano Giorgio Zanni ha preso la parola – credeva in quei valori che rappresentava. Mi capitava di incontrarlo senza divisa, durante le sue passeggiate con la moglie Lidia.

In quelle occasioni – ha aggiunto – parlava di legalità insieme a me. Abbiamo bisogno di questi esempi».

Un pensiero Zanni lo ha dedicato ai genitori del comandante Mosto, Concetta e Alessandro, e al resto della sua numerosa famiglia attorno a cui si sono stretti con commozione tutti i presenti. La preghiera dei carabinieri è stata uno dei momenti conclusivi della cerimonia.

Per l’Arma c’erano numerosi rappresentanti da tutta la provincia: «Tutta l’Arma – così in una nota – esprime profondo cordoglio per la prematura scomparsa del collega, originario della provincia di Enna, ma da anni in Emilia».

Lorenzo Mosto si era arruolato nel 1986 come allievo carabiniere ausiliario, impiegato presso la stazione di Palermo Mezzo Monreale; dal 1988 al 1990, ha frequentato la Scuola sottufficiali dei carabinieri, al termine della quale è stato destinato a più incarichi e poi, quale sottufficiale in sottordine, alla stazione carabinieri di Fiorano, dove è rimasto anche dopo il 2005, come comandante .

«Una vita dedicata al dovere, alle Istituzioni e alla popolazione di Fiorano, che ha sempre servito con impegno e costanza. Ci lascia un solido punto di riferimento per i colleghi ed i cittadini che silenziosamente e proficuamente ha sempre assistito e aiutato con grande equilibrio e generosità. L’Arma dei carabinieri si unisce compatta al dolore della famiglia e di quanti, amici e colleghi, ne piangono la perdita. Il suo ricordo resterà vivo nella memoria di tutti i carabinieri e di coloro che l’hanno conosciuto».l