Juve, forza e rabbia Sassuolo travolto

Tripletta di Tevez e gol di Peluso, neroverdi mai in partita

INVIATO A TORINO. Troppa Juve per un piccolo Sassuolo. Stavolta la mission impossible è rimasta tale: i neroverdi sono finiti stritolati negli ingranaggi della macchina da guerra juventina alla quale è bastato un tempo per liquidare la pratica. Troppo netta la superiorità dei campioni d'Italia che in campo, oltre alle straripanti qualità fisiche e tecniche, hanno scaricato su Magnanelli e compagni tutta la rabbia per il fallimento in Champions League. Una rabbia impersonata da Carlitos Tevez: per l’Apache tripletta e assist. A differenza dei pareggi strappati in trasferta alle altre “grandi” Napoli e Roma, stavolta il Sassuolo è uscito con le ossa rotte, dimostrandosi inadeguato ad un confronto del genere. Neroverdi in soggezione e mai in partita con troppi errori, anche a livello individuale, in difesa e a centrocampo. Errori che hanno ulteriormente spianato la strada alla Juve.

SASSUOLO A SPECCHIO

Di Francesco si mette a specchio sulla Juve anche se il 3-5-2, complice la strabordante forza d'urto dei bianconeri, si trasforma in un 5-4-1. Berardi è squalificato, Zaza parte dalla panchina: dentro Missiroli che si sistema alle spalle dell'unica punta Floro Flores con Kurtic a rinfoltire il centrocampo. Conte - nonostante le assenze di Pirlo, Marchisio e Vucinic - non ha bisogno di fare pretattica: in campo l'annunciato 3-5-2 con Tevez e Llorente arieti contro la difesa più battuta del campionato. Difesa nella quale tocca a Marzorati prendere il posto di Acerbi sospeso dal Coni. I neroverdi, nel riscaldamento, indossano la pettorina con su scritto “Ace siamo con te" per testimoniare la loro vicinanza allo sfortunato compagno di squadra. Il colpo d'occhio dello Juventus Stadium è fantastico, un catino ribollente d'entusiasmo con la curva sud - sotto squalifica per razzismo - piena di bambini delle scuole calcio di tutto il Piemonte. Anche gli oltre 800 tifosi del Sassuolo (esodo record) fanno la loro parte in una serata che, nonostante la batosta, resterà storica.

TSUNAMI BIANCONERO

I numeri della Juve formato casalingo suonano come una sentenza anticipata: 7 vittorie su 7 partite e zero gol subiti. La partenza del Sassuolo è incoraggiante, dopo 2 minuti e 17 secondi Longhi spaventa Buffon con un tiro di poco fuori bersaglio. Ma da quel momento ha inizio il monologo bianconero, frutto di una schiacciante differenza di valori in campo e di un incontenibile Tevez. Di fronte a una Juve così non c’è modulo che tenga. Magnanelli preso in mezzo da Vidal e Pogba ricorre alle maniere forti e prende un giallo pesante (era diffidato, salterà la Fiorentina). Il fortino neroverde resiste un quarto d'ora: Llorente fa filtrare una palla tra Bianco e Longhi, sul velenoso fendente di Vidal c'è la risposta di Pegolo che però nulla può sul tap in facile facile dell'Apache. Lo strapotere fisico della Juventus impedisce al Sassuolo di mettere il naso fuori e poco prima della mezzora arriva il raddoppio firmato da Peluso: l’esterno svetta su una punizione di Tevez e di prepotenza incorna alle spalle di Pegolo, complice un tocco di Antei che modifica la traiettoria della palla. Dopo aver preso fiato giusto un paio di minuti per consentire al Sassuolo di scagliare un tiraccio con Missiroli e per reclamare un rigore (tocco col braccio di Barzagli), la Juve riprende a spingere a testa bassa. Asamoah si mangia un gol fatto a porta vuota, poi sale in cattedra Pegolo che prima si supera deviando una punizione di Tevez destinata all'incrocio dei pali e poi disinnesca una fucilata da due passi di Isla. Ma il portiere nulla può al 45' quando uno sciagurato passaggio indietro di Marzorati si trasforma in un assist per l'Apache: 3-0 e tutti a bere un tè caldo per la gioia dell'inoperoso Buffon a rischio assideramento.

TEVEZ: STANDING OVATION

Nella ripresa la furia bianconera si placa. Nel Sassuolo c'è Zaza per Kurtic, sotto di tre gol Di Francesco prova a riaffidarsi al tridente. Ed è proprio Zaza a concludere di poco a lato su assist di Floro Flores. Conte dalla panchina non gradisce il rilassamento dei suoi, vuole il quarto gol e li spinge all'attacco. Alla Juve basta così dare un colpo d'acceleratore per accontentarlo: cross di Isla per Tevez che anticipa Antei e fa secco Pegolo. A quel punto Conte concede la standing ovation all'Apache per la gioia dei difensori neroverdi che si liberano di un incubo. Di Francesco toglie Magnanelli (a rischio espulsione) e Floro Flores per Chibsah e Masucci. Il 4-0 appaga la Juve, buon per i neroverdi che evitano un passivo più pesante.

@Star_70_

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