Sassi: «Squinzi? Sarebbe rimasto anche in serie B»

Il vicepresidente: «Il patron si è davvero appassionato al Sassuolo. E alla Mapei hanno compreso le potenzialità e il ritorno d’immagine che garantisce la A»

E’ forse il più schivo tra i dirigenti del Sassuolo, eppure è stato proprio grazie al suo interessamento (e a quello di Carlo Rossi) che Giorgio Squinzi decise di intraprendere questa avventura. Sergio Sassi, all’estero per lavoro, accetta di parlare della stagione finita e di quella che verrà. Non senza ‘regalare’ una chicca: «Se fossimo retrocessi in serie B non credo, come molti pensano, che Squinzi avrebbe mollato. Negli ultimi mesi lo avevo visto molto determinato a recuperare, quasi ‘arrabbiato’ e proprio per questa passione credo che il patron avrebbe riprovato la scalata anche in caso di discesa in serie B. Fortunatamente non è andata così…».

Sassi comincia proprio da qui, dalla salvezza: «E’ stato un super miracolo quello di conquistare la salvezza, e tutti lo hanno capito. La serie A è un campionato difficile, ma adesso abbiamo più conoscenze e l’obiettivo è di fare meglio. La salvezza ha rivalutato tutte le scelte, sia estive che di gennaio, e parlando con Bonato qualche giorno fa mi sono fatto l’idea che il progetto è molto chiaro e che abbiamo una base molto solida. Se poi rimanessero i tre ‘ragazzi’ del nostro tridente d’attacco… tanto meglio».

Sassi ha visto Squinzi nella recente assemblea di Confindustria (“ma ci siamo solo salutati, non abbiamo avuto il tempo di parlare del Sassuolo”) e spiega che non sa ancora quali saranno di preciso le linee guida della nuova stagione: «Un’idea chiaramente c’è, ma dobbiamo aspettare l’incontro tra la dirigenza e Squinzi per definire. Io sono spesso all’estero e quindi non sono il più indicato per questi ragionamenti, dal punto di vista societario può essere che rimanga tutto più o meno così, magari con qualche revisione di ruoli, ma potrebbe anche esserci qualche cambiamento. Onestamente non so dirle. Anche a Milano, diciamo in ‘orbita Mapei’, comunque è stata capita appieno l’importanza e le potenzialità della serie A, non soltanto sotto il profilo sportivo. Le racconto questa: stanno arrivando richieste di magliette del Sassuolo da tutto il mondo, mio figlio negli Stati Uniti ha visto magliette di Pegolo, Berardi… e le richieste arrivano fino a Hong Kong. E’ chiaro che l’investimento richiesto è importante, ma la serie A dà comunque un grande ritorno. E, mi permetta, a partire da una società sana: il Sassuolo lo è, in un contesto in cui è vero che c’è anche una parte di calcio che sana non è». Infine il settore giovanile, a cui Sassi da sempre tiene moltissimo: «E’ il nostro fiore all’occhiello, e dopo Berardi sono convinto che dal nostro vivaio verranno fuori altri giocatori importanti. E lo dimostrano le convocazioni nelle nazionali giovanili».

Paolo Seghedoni