Sassi: «Il Sassuolo è una piccola ma paga gli stipendi»

Il vicepresidente: «Abbiamo meno tifosi di altri però siamo una realtà sana, ora tutti i giocatori vogliono venire da noi»

Provi a immaginare una serie A con Carpi, Frosinone, Latina, Sassuolo, Empoli, Cesena… città magnifiche ma squadre piccole, deboli… economicamente, la fabbrica-calcio salterebbe. E’ un ragionamento elementare». Claudio Lotito non frena, non rallenta di fronte alle polemiche, anzi accelera e chiama in causa nuove società. Lo fa in una intervista, molto godibile in realtà, rilasciata a Fabrizio Roncone del Corriere della Sera. Quello che Lotito non dice è che vi sono club più ‘prestigiosi’ che, negli anni, hanno fatto saltare il banco perché falliti e messi in liquidazione. L’elenco sarebbe lunghissimo, ma lo lasciamo da parte. Insomma, anche il Sassuolo va a far parte del club delle ‘piccole’ (in cui curiosamente non finisce il Chievo, forse perché nell’intervista Lotito chiama in causa tra i suoi difensori il presidente della società scaligera), piccole ed economicamente deboli. Insomma, l’ennesimo gioco retorico del presidente laziale, perché definire il gruppo Mapei economicamente debole, beh fa abbastanza sorridere...

LA RISPOSTA DI SASSI Parla della stagione, comunque molto positiva, del Sassuolo. Del suo tifo per la Juventus, ormai annacquato (“Tengo molto di più ai colori neroverdi”), della gara con la Fiorentina (“già prima della partita Bonato mi aveva detto di temere molto la squadra di Montella”) e, molto, del “caso Lotito”. Sergio Sassi, vice presidente del Sassuolo, è tornato da poco da una trasferta di lavoro all'estero durata quasi un mese e parla della situazione della squadra e della società neroverde: «Ho perso le partite con Inter e Sampdoria, ma ho avuto ritorni molto positivi. Sabato, parlando con Bonato prima del match, ho realizzato che erano tutti consapevoli della forza della Fiorentina, cosa che si è dimostrata sul campo. Ma dobbiamo anche ricordare che in pochi avrebbero scommesso su quello che abbiamo fatto fino ad oggi. Purtroppo abbiamo cacciato via alcuni punti già fatti, ne abbiamo anche scherzato con il mister a colpi di sms. Possiamo definirli peccati di gioventù, sinceramente però la squadra gioca bene e siamo al di sopra delle migliori aspettative. Da juventino, ormai quasi dimissionario, perchè sono ormai solo tifoso del Sassuolo, sono orgoglioso delle vittorie contro grandi squadre come Milan e Inter, dei pareggi conquistati contro Juventus e Roma».

Sassi torna sulla gara contro i viola: «Non mi spiego i primi trenta minuti, noi eravamo sottotono mentre loro avevano grande facilità di palleggio, tecnica e velocità, ci sta. Ho visto una intervista molto bella di Acerbi al programma “Quelli che il calcio” ed è stato riconosciuto come il Sassuolo sia una società molto buona e sana. Chi ha sofferto in questi anni non può che essere felice».

A proposito di sofferenza e piazze non “storiche”, il discorso scivola sulle dichiarazioni di Lotito - che hanno coinvolto oltre al Carpi anche il Sassuolo - capaci di scatenare un putiferio: «Ricordo quando col Sassuolo neopromosso in serie A alcuni giocatori non volevano venire, adesso vogliono venire tutti da noi. La società è gestita bene, il patron, proprietario e sponsor è molto importante. Se dietro alle dichiarazioni di Lotito c'è la volontà di condizionare i campionati è una cosa gravissima, se sono considerazioni di un “facilone” che dice che i soldi con le piccole non arrivano, questo è molto crudo, ma... Tutto questo non deve incidere sulla regolarità dei campionati, e poi dal punto di vista societario molte società di provincia magari hanno meno tifosi, ma hanno realtà sane, che pagano gli stipendi regolarmente, come il Sassuolo. I playoff con la Sampdoria e la nostra esclusione dalla corsa alla serie A? Ricordo bene e la cosa fa pensare male, anche a distanza di anni... Quello che dispiace, come ha detto Malagò, è che il calcio non ha bisogno di queste dichiarazioni molto approssimative. Spero che il Carpi del mio amico Stefano Bonacini arrivi in serie A, lo merita».

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