Il Sassuolo fa resuscitare anche la Roma e Doumbia

Partita già chiusa dopo appena 27 minuti: fatali i soli errori individuali

REGGIO. L’agonia neroverde continua. Il Sassuolo si sta specializzando nell’impresa di rivitalizzare chiunque. Ieri sera è stato il turno della Roma, resuscitata al pari del suo oggetto misterioso Doumbia. Ci si attendeva una reazione, almeno sotto il profilo dell’orgoglio dopo la disastrosa prova di Verona. La squadra ha provato a lottare ma la sostanza non è cambiata: altri tre gol sul groppone ed ennesima sconfitta di questo girone di ritorno. Di Francesco dà la sensazione di non sapere più cosa fare per risvegliare un Sassuolo che ha staccato la spina dopo il giro di boa. Le assenze e il calo di rendimento di alcuni big giustificano solo parzialmente un ruolino di marcia così deludente. La Roma ha senza dubbio valori superiori a quelli del Sassuolo ma nei neroverdi non si sono viste quell’applicazione e quell’attenzione necessarie nell’arco dei 90’ in partite del genere. Tutto troppo facile per i giallorossi che, senza fare niente di trascendentale, in meno di mezzora hanno archiviato la pratica sfruttando i soliti errori individuali del Sassuolo. Anche se la salvezza è acquisita avanti così non si può andare: Di Francesco ha detto di voler chiudere alla grandissima, la speranza è che i giocatori finalmente assecondino i suoi proclami. A partire dalla sfida di sabato col Palermo.

Doumbia che non t’aspetti

Fino a ieri sera era qualcosa in più di un oggetto misterioso. Seydou Doumbia è stato ingaggiato d alla Roma a gennaio per sostituire Destro, accompagnato da un buon curriculum costruito nel Cska Mosca. Ma dal suo arrivo in giallorosso poche presenze, mai un tiro in porta e mille polemiche. Ci voleva il Sassuolo per dare un senso alla sua esperienza nella Roma. Schierato titolare all’ultimo momento per l’infortunio a Keita, l’attaccante ivoriano ci ha messo sei minuti a sbloccarsi, approfittando della scarsa reattività della difesa neroverde: cross dalla destra di Pjanic, Acerbi si fa pescare fuori posizione, per Doumbia è uno scherzo saltare più alto di Sansone e sorprendere con una frustata di testa Consigli, tutt’altro che impeccabile nell’occasione. Di Francesco s’incavola coi suoi, e dire che aveva disegnato un 3-5-2 più prudente lasciando in panchina Zaza e con Sansone a fare il quinto di centrocampo. E invece alla Roma è bastato il primo tentativo per fare breccia nella distratta retroguardia di casa. Roma schierata con un aggressivo 4-3-3: troppo importanti in chiave Champions i tre punti contro un Sassuolo preda ideale dopo un girone di ritorno nel quale sta inanellando un trend da retrocessione. Solo il Cagliari ha fatto peggio dei neroverdi, ai quali la salvezza anticipata ha avuto l’effetto di un sonnifero.

Prodezza Florenzi

Il Sassuolo non si sblocca, è la Roma a cercare il raddoppio senza peraltro entusiasmare: Pjanic scalda le mani su punizione a Consigli, è il prologo del raddoppio che arriva poco prima della mezzora. Florenzi salta con facilità prima Floccari e poi Brighi, Peluso non gli va incontro e l’esterno giallorosso scaglia un gran destro in diagonale che s'infila sotto il sette opposto. Di Francesco è pietrificato mentre Garcia urla ai suoi di continuare a spingere.Floro Flores prova a spaventare De Sanctis ma il suo sinistro da 25 metri sfiora l’incrocio. Tutto qui quel che riesce a combinare il Sassuolo prima dell’intervallo.

Zaza, solo un fuoco di paglia

Dopo 8 minuti dalla ripresa delle ostilità Di Francesco prova a dare la sveglia al Sassuolo, togliendo Floccari per Zaza e tornando al 4-3-3: l’attaccante lucano sfoga la rabbia per l’ennesima panchina creando subito la più ghiotta (e unica) occasione per il Sassuolo ma, su lancio di Brighi, il suo sinistro al volo in girata trova l’eccezionale opposizione di De Sanctis che respinge d’istinto.

Pjanic chiude i conti

La Roma gestisce il vantaggio senza correre altri rischi e poco prima della mezzora chiude i conti: Gervinho va via in area sulla destra a Longhi e dà all'indietro a Pjanic che, sotto gli occhi dell’immobile Peluso, controlla e con un forte destro da pochi passi insacca il pallone sotto la traversa. Di Francesco non la prende bene ma la realtà è impietosa: il suo bel Sassuolo ormai è solo uno sbiadito ricordo.

@Star_70_

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