Modena, una salvezza per restare senza macchia

Lega Pro. Mai fallito, mai retrocesso d’ufficio e mai nei Dilettanti: il club canarino è in crisi, ma è tra gli otto più virtuosi del calcio italiano. Meglio di Juve e Milan

MODENA. Ha salvato la categoria, il Modena, ma anche la sua… verginità. La recente salvezza ha evitato ai gialloblù la caduta tra i Dilettanti, quindi la perdita di una sorta di verginità. In 105 anni di vita il Modena infatti non ha mai militato al di sotto delle categorie professionistiche. L’unica volta che è caduto in quarta serie (1979), quella categoria, che allora si chiamava C2 (evitata poi per un soffio nel 1983 e, grazie al ripescaggio, nel 1995) e che oggi non esiste più, era comunque una serie professionistica. Tredici presenze in Serie A, ben 50 in B, 21 tra Serie C e C1, e quella attuale in Lega Pro, oltre alle stagioni prima del girone unico. Insomma, niente contro il (cosiddetto) Dilettantismo, ma è titolo di grande merito avere giocato sempre e solo in categorie professionistiche. Il Canarino però può legittimamente menare anche altri due vanti: non solo mai retrocesso tra i Dilettanti, ma neppure mai fallito, né retrocesso per illecito sportivo. E, si badi bene, nella storia del calcio italiano non sono tante le società prive di queste ‘macchie’. Anche solo restando nella nostra regione: il Bologna è fallito una volta (1983), la Reggiana, oltre ad avere giocato per diversi anni tra i Dilettanti, nel 2005 venne retrocessa d’ufficio in C2 per una sorta di fallimento pilotato, il Parma, oltre alle stagioni tra i Dilettanti, ha nel suo curriculum anche tre fallimenti, sia pure con modalità diverse, il Piacenza, tra i Dilettanti all’inizio del girone unico, ha altre due macchie, la retrocessione in IV serie per illecito sportivo nel 1956 e il fallimento del 2012, seguito da un anno in Eccellenza e tre in Serie D. Anche la gloriosa Spal ha attraversato momenti simili : i primi anni tra i Dilettanti dal 1929 e i due recenti fallimenti (2005 e 2012). Dopo il primo ripartì dalla C2, ma cinque anni fa fu costretta a ricominciare con una nuova società dalla D. Categoria frequentata per anni anche dal Cesena e dal Rimini, che è dovuto pure passare per ben tre fallimenti, 1994, 2010 e 2016. Anche se allargassimo lo spettro della ricerca a tutte le altre regioni italiane, troveremmo molti casi di questo tipo. Persino il club più titolato, la Juventus, pur non essendo mai stata tra i Dilettanti, ha però dovuto ingoiare una retrocessione a tavolino nel 2006, dalla A alla B. Stesso destino per il Milan, retrocesso in B nel 1980 per illecito sportivo. Fallimenti per Napoli (2004), Fiorentina (2002) e Torino (2005). Ci fermiamo qui, ma l’elenco potrebbe continuare. Molto corto invece quello dei club che nella storia del calcio italiano possono vantare la ‘verginità’ del Modena: Atalanta, Roma, Inter, Sampdoria, Udinese, Lazio e Brescia. Insomma, il Canarino è nella top ten del football nazionale, legittimo vanto anche per i tifosi.
Claudio Romiti