Tommasi: «Impossibile andare avanti»

Il presidente dell’Aic: «I giocatori compatti e responsabili, non potranno mai esserci le condizioni per lavorare al meglio»

 


Damiano Tommasi, presidente dell’Associazione Italiana Calciatori, ha voluto incontrare di persona i giocatori del Modena alla vigilia dell’ultimatum dato alla società per pagare gli stipendi di luglio e agosto, pena la richiesta di svincolo già domani e lo sciopero in occasione della trasferta di Santarcangelo. Al termine di una chiacchierata durata più di un’ora al campo Allegretti di San Damaso, Tommasi si è fatto portavoce per spiegare, circondato dalla squadra, le ragioni di una presa di posizione che tra poco più di ventiquattro ore priverà il club canarino della quasi totalità della rosa.


Tommasi, cosa le hanno detto i giocatori?

«Mi hanno illustrato la situazione attuale e come ci si sia arrivati, per prendere tutti insieme una decisione che sia innanzitutto coerente ma anche la miglior via d’uscita per i ragazzi, per la società e per la città. Quando non ci sono le condizioni per svolgere il proprio lavoro è giusto fermarsi un attimo, riflettere e fare quello che si sta facendo: i ragazzi, tutti uniti qui al mio fianco, stanno dimostrando di essere una squadra anche in questa situazione».



Domani tutti i giocatori potranno chiedere lo svincolo.

«Al di là dello svincolo, qui c’è il discorso relativo alla continuità dell’azienda che ha firmato i contratti. Mi sembra che le prospettive di continuità non ci siano. Da parte dei giocatori c’è la convinzione che per svolgere al meglio il loro lavoro ci devono essere condizioni che oggi non ci sono e che si è convinti non ci saranno anche nelle prossime settimane. Quindi, quanto prima si trova un’altra soluzione lavorativa tanto meglio è per la loro carriera e per il futuro del Modena».

Il calcio italiano non ne esce bene.

«Purtroppo è così. Parlo da consigliere federale, da dirigente del sistema calcio e dico che ci si dovrà chiedere ancora una volta come sia possibile che possano ancora essere iscritte squadre che poi non arrivano neanche alla quarta partita. La riflessione è d’obbligo, bisognerà capire quali siano le condizioni necessarie per iniziare un campionato, magari verificando non solo le garanzie date ma anche la serietà imprenditoriale di chi investe nel calcio».

Cosa accadrà a Santarcangelo? Il Modena può presentarsi con la Berretti?

«La speranza, ma vorrei dire la convinzione, è che domenica non si giochi e che si arrivi alle quattro partite perse a tavolino che determinano l’esclusione dal campionato. Sappiamo che c’è un ricorso in atto, dunque che a livello burocratico si dovrà attendere fino alla decisione della Corte Federale d’Appello, certo è che sarebbe preoccupante se qualcuno scendesse in campo e se si cercasse di prolungare un percorso che credo abbia un senso per tutti solo se si mette il punto, pensando a ripartire con prospettive ed entusiasmo che oggi non ci sono. La storia recente ci insegna che queste vicende hanno già riguardato tante altre piazze».

In estate c’era qualche avvisaglia?

«Le prospettive già dopo l’iscrizione del Modena non erano rassicuranti, come Aic abbiamo sempre sentito la voce dei giocatori e quando si è arrivati a toccare il fondo c’è stata la volontà unanime di prendere la decisione più saggia. In questo incontro ho avuto la conferma di essere di fronte ad un gruppo di ragazzi che fa scelte lungimiranti, consapevoli e responsabili. Scendere in campo sarebbe deleterio per loro e anche per chi si deve affrontare».