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Nuovo Modena, Amadei abbandona

«Mi sono stancato, troppe parole e non si scriveva mai nulla: hanno le loro idee e le loro persone. Buona fortuna»

Un fulmine a ciel sereno sul nuovo Modena che sta nascendo. Perchè al di là dei profili bassi, forse eccessivamente bassi visto che ormai è uscito tutto allo scoperto, il progetto Rosselli Mutina-Impero Romano stava muovendo i suoi passi su una strada che Galassini e Morselli da una parte, Amadei e Sghedoni dall’altra (ma con Amadei c’era un altro partner forte) avevano deciso di intraprendere insieme creando una società in cui tutti sarebbero stati coinvolti come soci fondatori con quote e ...

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Un fulmine a ciel sereno sul nuovo Modena che sta nascendo. Perchè al di là dei profili bassi, forse eccessivamente bassi visto che ormai è uscito tutto allo scoperto, il progetto Rosselli Mutina-Impero Romano stava muovendo i suoi passi su una strada che Galassini e Morselli da una parte, Amadei e Sghedoni dall’altra (ma con Amadei c’era un altro partner forte) avevano deciso di intraprendere insieme creando una società in cui tutti sarebbero stati coinvolti come soci fondatori con quote e impegni finanziari equamente suddivisi.

Ma proprio chi in quel progetto credeva talmente tanto da spendersi in prima persona e da uscire allo scoperto pigiando sull’acceleratore ha deciso di rinunciare. Romano Amadei, il presidente del Modena in serie A e patron dell’Immergas, infatti, ieri ha comunicato a Galassini, Morselli e anche a Romano Sghedoni la sua decisione di uscire dalla scena. Perchè? Per divergenze di vedute sulla costituzione della nuova società, per il decisionismo immediato di Amadei contro un’impostazione differente del duo della Rosselli Mutina, probabilmente anche per un distacco generazionale e imprenditoriale nell’affrontare le situazioni.

Romano Amadei voleva creare subito il nuovo Modena e far scattare la fase operativa con Doriano Tosi riconosciuto da entrambe le parti come l’uomo a cui affidare la gestione tecnica del progetto; fretta non condivisa dai compagni di viaggio più giovani che prima di impegnarsi ufficialmente nella nuova avventura volevano pianificare tutto nei dettagli, dall’ingresso di altri eventuali soci agli aspetti finanziari, per poi procedere.«Mi sono stancato di parlare con persone che poi si muovevano per loro conto - spiega Amadei -. Li capisco, è legittimo, ma non è il mio stile. Parole, parole, parole: non si chiudeva mai. Dio ha fatto 10 comandamenti non centocinquanta. Eravamo in cinque: due loro, tre noi.

Se si è convinti, si fa e si esce allo scoperto. Perchè c’è una squadra da costruire e noi avevamo anche la persona giusta, Doriano Tosi. Non so cosa farà Doriano, deciderà lui. Volevano Luca Toni presidente? Benissimo, ma scriviamo qualcosa almeno. Si mettevano fuori 200 mila euro l’anno a testa: 1 milione c’era già, poi se entrava qualcun altro e con le sponsorizzazioni si poteva arrivare anche a un budget di due milioni con cui affrontare il campionato di serie D con una squadra competitiva. Facciamo intanto noi, gli altri arriveranno - dicevo - ma loro avevano le loro idee, le loro persone e aspettare fino ad aprile era troppo tardi. Ci mettevo i miei soldi e per l’età e anche perchè non sono modenese il mio impegno sarebbe stato una cosa anomala. Ma per il Modena lo avrei fatto. Sono bravi ragazzi e ho augurato loro ogni fortuna. Ma Romano Amadei toglie il disturbo».

Paolo Vecchi