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Giovanni Vandelli «Stimo Stoytchev, ma sto con la Pedrini»

Giovanni Vandelli

«Credevo si andasse avanti col tecnico e senza Ngapeth, un presidente però non può cambiare una squadra intera» 

Presidente, sta seguendo le vicende di Modena Volley?

«Certo, come potrei non farlo. Sa, sono rimasto colpito da quello che sta accadendo».

Avrebbe mai immaginato che sarebbe finita così?

«Assolutamente no! Stoytchev è un allenatore che mi ha sempre colpito, sicuramente preparatissimo e un vincente per natura, nella sua carriera ha sempre fatto benissimo: le dico subito che lo avrei ingaggiato anche io fossi stato al posto di Catia».

Che idea si è fatto di quanto sta accadendo negli ultimi giorn ...

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Presidente, sta seguendo le vicende di Modena Volley?

«Certo, come potrei non farlo. Sa, sono rimasto colpito da quello che sta accadendo».

Avrebbe mai immaginato che sarebbe finita così?

«Assolutamente no! Stoytchev è un allenatore che mi ha sempre colpito, sicuramente preparatissimo e un vincente per natura, nella sua carriera ha sempre fatto benissimo: le dico subito che lo avrei ingaggiato anche io fossi stato al posto di Catia».

Che idea si è fatto di quanto sta accadendo negli ultimi giorni?

«Io ero convintissimo che partito “il francese” Catia avrebbe proseguito con Stoytchev, poi però sono successe cose hanno reso tutto questo impossibile».

Si riferisce alla trasmissione televisiva in cui tutta la squadra ha sfiduciato Stoytchev?

«Certo, capisco se si tratta di un problema con un giocatore, che tra l’altro già si sapeva se ne sarebbe andato in Russia, ma di fronte a quanto ho visto, con tutti ma proprio tutti schierati contro l’allenatore, ditemi voi cosa avrebbe dovuto fare la Pedrini? Ha fatto quello che doveva fare, cercare di salvare quanto poteva, cioè garantire a Modena una squadra forte, anche se per farlo ha dovuto interrompere il rapporto col tecnico».

Il modo in cui questo è avvenuto fa discutere i tifosi: licenziamento per “giusta causa”.

«Senta, non c’è tanto da stare a discutere: i giocatori hanno formulato accuse pesanti nei confronti di Stoytchev, quindi se Catia crede loro non poteva che fare quello che ha fatto, anzi avrebbe anche potuto chiedergli i danni».

Che è quello, però, che potrebbe anche fare Stoytchev nei confronti di tutti quelli che lo hanno accusato.

«Non posso e non voglio entrare in merito, solo loro sanno come sono andate le cose e ci saranno le sedi opportune per stabilire chi ha torto e chi ha ragione. Io posso solo dire che Catia non aveva scelta, tra un’intera squadra e un allenatore la scelta è obbligata, non ci sono alternative».

Presidente, ai suoi tempi sarebbe potuto accadere che una squadra andasse a lamentarsi in televisione dell’allenatore?

«No, se qualcuno aveva qualche problema sapeva bene dove andare, da me, non in televisione: avremmo tentato di risolvere la questione nel mio ufficio».

In sintesi se dovesse prendere posizione?

«Stimo Stoytchev, ma io sto con Catia. Lei ha dimostrato di essere bravissima a guidare una società. Non vedo a Modena qualcuno migliore di lei».

Lei crede che questa vicenda potrebbe anche indurre la Pedrini a fare un passo indietro?

«Non credo, lei ama la pallavolo e credo sia ormai un punto fermo della sua vita».

Sartoretti è l’uomo giusto come direttore generale?

«Non lo conosco come dirigente, io sono stato fortunato ho avuto uno come Recine al mio fianco, lui è il più bravo in questo mestiere... sempre positivo e capace. È stato uno dei miei errori privarmene».

Anche Vandelli commetteva errori?

«A volte i presidenti ne fanno per il troppo amore verso la loro squadra. L’importante è però riconoscerli».

Lei ha sempre voluto ed avuto solo il meglio. Qual è stato il tecnico più bravo?

«Daniele Bagnoli senza ombra di dubbio».

Ci tolga un a curiosità: uno come Ngapeth se fosse ancora presidente Lei lo prenderebbe?

«Le rispondo così, lui va in Russia? Bene, si può vincere a Modena anche trovando qualcuno che magari non sia bravo come lui ma che possa contribuire a far vincere ugualmente la squadra».

Questa doveva essere la Modena dei sogni e alla fine non ha vinto nulla: secondo Lei avrebbe potuto farlo?

« La squadra era fortissima e non aveva nulla di meno di Lube e Perugia, che ora vedo favorita. Secondo me erano tutte allo stesso livello e per questo si è trattato di una bella occasione di vincere lo scudetto purtroppo persa»

Cosa è mancato?

«La coesione tra tutte le componenti società, tecnico e squadra».

Dovesse arrivare Giani, sarebbe davvero l’uomo giusto nel posto giusto?

«Sì, lui aveva già fatto bene qui, ha capacità tecniche, sta ottenendo ottimi risultati nella sua carriera ed ha il carisma che serve quando si allenano campioni. A Modena non servono sergenti di ferro, ma un allenatore che gestisca il patrimonio che gli viene messo a disposizione. Cosa volete che possa insegnare sul piano tecnico chi ha a disposizione dei fenomeni?».