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I modenesi Falanelli, Messori e Lo Bello: «Che orgoglio per noi vestire questi colori»

Messori, Lo Bello e Falanelli

L’attaccante è di Lama, il centrocampista tifava in curva, il difensore l’unico “superstite” del vecchio settore giovanile

MONTEFIORINO Per un modenese vestire la maglia gialloblù è un sogno. Nel nuovo Modena sono in tre a poterlo vivere, ragazzi che del Modena sono anche tifosi: Andrea Falanelli attaccante classe 1998, Bartolomeo Lo Bello difensore classe 1999 e Pietro Messori, centrocampista classe 2000.



«Sono di Lama Mocogno - attacca Falanelli, reduce da una stagione in D a Castelvetro dopo aver vestito le maglie dei settori giovanili di Lama, Polinago, Pavullo, Fiorano, Sassuolo e San Michelese. Per me è un ...

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MONTEFIORINO Per un modenese vestire la maglia gialloblù è un sogno. Nel nuovo Modena sono in tre a poterlo vivere, ragazzi che del Modena sono anche tifosi: Andrea Falanelli attaccante classe 1998, Bartolomeo Lo Bello difensore classe 1999 e Pietro Messori, centrocampista classe 2000.



«Sono di Lama Mocogno - attacca Falanelli, reduce da una stagione in D a Castelvetro dopo aver vestito le maglie dei settori giovanili di Lama, Polinago, Pavullo, Fiorano, Sassuolo e San Michelese. Per me è un orgoglio incredibile vestire questa maglia, quando me l’hanno detto non ci volevo credere. Da tifoso apprezzavo Ardemagni per la facilità con la quale andava in gol». E in gol, al Braglia, Falanelli c’è già andato la scorsa stagione con la maglia del Castelvetro contro il Sansepolcro: «Vero, ma c’erano solo 300 tifosi sugli spalti. Non vedo l’ora di ripetermi davanti a quelli del Modena, che saranno molti di più. Ma prima di tutto devo crescere e da questo gruppo posso imparare tanto». Andrea è nipote di Franco Falanelli, un’istituzione del calcio di Lama Mocogno: «Purtroppo mio nonno se n’è andato qualche anno fa, sarebbe stato felicissimo per me». Quanto agli obiettivi Andrea ha le idee chiare: «Non vedo l’ora di scendere in campo. Sappiamo che dobbiamo fare bene e portare il Modena dove gli spetta. Giusto che ci sia la pressione, ma facciamo il lavoro più bello del mondo».



Sulla carta d’identità di Bartolomeo Lo Bello si legge “ nato a Palermo” ma lui è a tutti gli effetti modenese d’adozione. Ha fatto tutta la trafila nelle giovanili del Modena partendo dai Pulcini, un anno a Fiorenzuola in D, e adesso il ritorno a casa: «Per me è un onore e un motivo di grande soddisfazione essere stato l’unico giocatore del vecchio settore giovanile ad essere stato scelto per il nuovo Modena. Per chi ha fatto tutta la trafila nelle giovanili l’obiettivo era arrivare alla prima squadra, sogno che è diventato realtà». Ai tempi in cui Perna era capitano in serie B, un giovanissimo Lo Bello faceva il raccattapalle: «Se penso che ora siamo compagni di squadra non mi pare vero. Armando è un punto di riferimento come gli altri senatori di questo gruppo». Per Bartolomeo vestire la maglia del Modena è più un onore che un onere: «Sappiamo cosa ci aspetta, la passione e le aspettative dei tifosi sono alte e lo dimostra il numero degli abbonamenti. Tocca a noi, l’obiettivo sappiamo tutti qual è. C’è pressione ma siamo pronti».



Pietro Messori è una mezzala del 2000. Modenese doc, ha militato due stagioni nei Pulcini e Giovanissimi gialloblù, prima di approdare al Formigine. Ora il ritorno: «Per me è stata una bella e inattesa soddisfazione. Indossare questa maglia vale doppio, da ragazzo ero sempre in curva Montagnani a tifare per questi colori. Il mio idolo era Pasquato, ma mi ricordo bene anche di Perna e del suo gol di testa al Sassuolo». Quanto alle aspettative Messori tiene i piedi per terra: «Essendo uno dei più giovani qui ho un sacco da imparare. Cercherò di dare il massimo. La pressione? Questa maglia pesa, ma cerco di vivere il calcio come un divertimento». —