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Mokulu: «Carpi, voglio andare in doppia cifra»

Benjamin Mokulu

Il nuovo bomber: «All’Hajduk avrei preso più soldi ma volevo restare in Italia. L’infortunio è superato, ho fame di gol»

CARPI Di strada ne ha fatta e la cita con orgoglio: due play-off giocati con Frosinone e Avellino, il quinto posto raggiunto della Cremonese prima che il suo tendine d’Achille facesse crack. Poi buio, per lui e per i grigio rossi. Se, come sembra, il recupero è completo, per il Carpi è una assicurazione sul futuro. Eppure, i biancorossi non sono stati tra i primi corteggiatori, neppure i più generosi: «Dopo essermi svincolato - ha detto l’attaccante Benjamin Mokulu - ho ricevuto tante offert ...

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CARPI Di strada ne ha fatta e la cita con orgoglio: due play-off giocati con Frosinone e Avellino, il quinto posto raggiunto della Cremonese prima che il suo tendine d’Achille facesse crack. Poi buio, per lui e per i grigio rossi. Se, come sembra, il recupero è completo, per il Carpi è una assicurazione sul futuro. Eppure, i biancorossi non sono stati tra i primi corteggiatori, neppure i più generosi: «Dopo essermi svincolato - ha detto l’attaccante Benjamin Mokulu - ho ricevuto tante offerte, ma non quella del Carpi. Nel frattempo è nato mio figlio e ho staccato un attimo, poi è arrivata la proposta e mi sono subito interessato. In tre giorni abbiamo fatto tutto, non c’era nulla da discutere. All’Hajduk avrei preso più soldi, ma io volevo rimanere in Italia per fare un bel campionato, fare tanti gol e fare vedere a tutti che posso ancora andare in doppia cifra. Inizialmente volevo chiamare Mbakogu, poi ho fatto di testa mia».



Sembra davvero motivatissima questa montagna di muscoli consapevole: «Io e Mbakogu abbiamo caratteristiche diverse. Lui è più leggero, mentre io, col mio fisico, posso tenere palla e fare respirare la squadra. Lui è più veloce, ma anch’io so attaccare la profondità». Quando gli si parla del Carpi vissuto da avversario gli scappa un sorriso: «E’ una squadra fastidiosa. A Cremona alla prima occasione ha pareggiato e ci ha fatto uscire dalla partita. A Frosinone, nella gara play-off, abbiamo avuto possesso palla e ci hanno fatto gol all’ultimo minuto. Può sorprendere tutti e fa un gioco che mi piace».



Sul recupero dall’infortunio: «Io mi sento al cento per cento, devo solo pedalare e recuperare il ritmo partita. Quest’anno sono anche più carico perché ho avuto un figlio e da otto mesi non gioco. Ho fame di fare gol e non vedo l’ora». Inevitabile che il piccolo Kaïs sia costantemente nei suoi pensieri. Ora è in Belgio, ma aspetta i documenti e poi, insieme alla mamma, lo raggiungerà a Carpi.



Col Cabassi lo lega una vecchia vicenda di un paio di anni fa, quando denunciò via social qualche epiteto razzista piovuto dagli spalti. Versione negata dalla società. «Ad esser sinceri quando ho firmato me ne ero completamente dimenticato. Non ho inventato nulla. Quando ho messo la cosa su Instagram non volevo puntare il dito sui tifosi del Carpi, ma fare notare che l’arbitro non era intervenuto. Ma per me quella è una storia chiusa. Spero che i miei gol la facciano dimenticare anche ai tifosi». Il suo idolo? «Ronaldo il “Fenomeno” brasiliano. In ritiro guardo ancora i suoi video, ma non ci assomigliamo. Ad Ibrahimovic invece mi ispiro tanto». La ricetta per la stagione? «Bisogna correre, correre, correre e fare gol». —