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Un Modena senza volto e con le ossa rotte marcia verso la prima

Mister Apolloni

Tre sconfitte consecutive incassate contro formazioni di pari categoria sono state deleterie. Mai schierato  lo stesso undici due volte di fila



Tre sconfitte in tre gare, senza riuscire a segnare e incassando cinque gol: i numeri spiegano già a sufficienza come il percorso di avvicinamento del Modena al campionato di serie D abbia creato più dubbi che certezze. Contro tre squadre di pari categoria, dal Mezzolara sfidato in Coppa Italia all’accoppiata Forlì-Sangiovannese in amichevole, i canarini si aspettavano riscontri sul campo del lavoro iniziato dal raduno di mercoledì 25 luglio, dopo i test meno probanti contro formazioni di E ...

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Tre sconfitte in tre gare, senza riuscire a segnare e incassando cinque gol: i numeri spiegano già a sufficienza come il percorso di avvicinamento del Modena al campionato di serie D abbia creato più dubbi che certezze. Contro tre squadre di pari categoria, dal Mezzolara sfidato in Coppa Italia all’accoppiata Forlì-Sangiovannese in amichevole, i canarini si aspettavano riscontri sul campo del lavoro iniziato dal raduno di mercoledì 25 luglio, dopo i test meno probanti contro formazioni di Eccellenza o selezioni di giocatori delle categorie inferiori: le risposte, invece, sono andate in direzione del tutto contraria alle attese.



Certo, nessuno dimentica che il Modena è stato costruito ex novo dopo un fallimento, dunque che una fase di rodaggio era necessaria per trovare un amalgama e trasformare un gruppo di una trentina di giocatori, molti dei quali forti e vincenti, in una squadra vera. Lo stesso dg Tosi, non più di una settimana fa, aveva spiegato che un periodo di alti e bassi era inevitabile e anche preventivato. Il punto è che, con il campionato alle porte, nelle ultime tre domeniche i bassi hanno nettamente prevalso sugli alti. La speranza è che l’inizio di una competizione vera, quella su cui è davvero puntato il mirino, e soprattutto il rientro in uno stadio Braglia gremito possano rivelarsi valori aggiunti per cambiare faccia, dimostrando di aver imparato la lezione. Se si inizierà la serie D con il piede giusto, ingranando subito la marcia necessaria per vincere, il precampionato si dimenticherà in fretta: fiducia ed entusiasmo torneranno a prevalere sui dubbi generati dalle ultime tre sconfitte.



Vuoi per un naturale processo di creazione di una squadra, dunque di valutazione di tutti i giocatori, vuoi per infortuni, movimento di mercato e regole relative agli under, ciò che il campo ha fatto emergere in maniera chiara è che al Modena manca ancora una vera fisionomia, con ciò che ne consegue per quanto riguarda la manovra: una squadra, inteso come undici titolare, ha in fondo bisogno di giocare tanto insieme. Mister Apolloni ha schierato nelle amichevoli e in Coppa formazioni sempre diverse, a volte magari simili ma mai identiche negli interpreti di partenza. Il tecnico avrà probabilmente in testa un undici ideale, ma in virtù di tutte le ragioni elencate sopra – in particolare la scelta più difficile sull’under del 2000 da schierare – ha voluto o dovuto mischiare le carte. Qui si manifestano onori e oneri del dover gestire un gruppo ampio e forte, cosa che Apolloni ha saputo fare a Parma in condizione analoghe: individuare i giocatori cardine, dando un volto chiaro alla squadra, e iniziare a insistere su quelli, riuscendo al tempo stesso a far sentire tutti i giocatori in rosa motivati per provare a cambiare le gerarchie. —