Carnevali: «Il Sassuolo non sta deludendo. Europa lontana, lavoriamo per il futuro»

«Perchè a gennaio non abbiamo sostituito Boateng? Sfumato Ferreyra il mercato non offriva giocatori adatti a noi»

SASSUOLO. La zona Europa lontana 10 punti e ormai irraggiungibile. Dopo 26 turni undicesimo posto, stesso piazzamento centrato lo scorso campionato con Iachini, con 5 lunghezze di ritardo dalla Fiorentina, decima. Sassuolo vittima di troppi alti e bassi per rispettare quelle che erano le aspettative della società, ovvero lottare fino alla fine per un posto in Europa League. Ma l’amministratore delegato Giovanni Carnevali vede il bicchiere mezzo pieno.

Guardando la classifica c’è un pizzico di delusione?


«No, assolutamente».

Eppure le aspettative erano un po’ diverse.

«Siamo undicesimi, abbiamo lasciato tanti punti per strada e potevamo avere un’altra classifica. Ma se si pensa da dove siamo partiti il giudizio è positivo: allenatore nuovo, il più giovane della serie A, e dodici giocatori nuovi a fronte della partenza di elementi del calibro di Acerbi e Politano. Di fatto una rivoluzione tecnica per aprire un nuovo ciclo».

Dunque ambizioni riposte momentaneamente nel cassetto.

«In realtà tutti noi - proprietà, società, mister e giocatori - siamo sempre ambiziosi, guai a non esserlo. Per l’Europa League c’è tanta concorrenza, sapevamo che non sarebbe stato facile arrivarci. E se non ci andremo è assolutamente fuori luogo parlare di fallimento. In campionato ci manca qualche punto, ma nel complesso siamo soddisfatti. Stiamo lavorando per il futuro».

Anche Squinzi la pensa come lei?

«Sì».

Come si spiega l’altalenante rendimento del Sassuolo?

«Empoli a parte, nelle altre partite abbiamo sempre fatto prestazioni positive sotto il profilo del gioco. Magari con la Spal siamo calati nel secondo tempo, ma penso che questi alti e bassi facciano parte dell’andamento normale di una squadra giovane e rinnovata come il Sassuolo. Spesso però abbiamo espresso bel gioco, vedi domenica scorsa contro il Milan: purtroppo siamo tornati a casa con zero punti, ma già il pareggio ci stava stretto».

Il problema è che non si fa gol. Pentito di non aver sostituito Boateng?

«Chiariamo subito che non abbiamo scommesso su Scamacca per sostituire Boateng, quella fatta a gennaio è stata una scelta tecnica. Scamacca è un ragazzo giovane, di grandi potenzialità, riportato a casa per farlo crescere. Sono convinto che con De Zerbi può maturare, cosa che in Olanda era impossibile».

Sfumato Facundo Ferreyra, possibile non ci fossero alternative sul mercato?

«No, in quel momento il mercato non proponeva un giocatore adatto al nostro pensiero di calcio. L’unico era Ferreyra: ce lo hanno offerto solo in prestito per due anni, tra l’altro a condizioni economiche proibitive per questioni di fair play finanziario. Noi i giocatori li vogliamo giovani e di proprietà per valorizzarli, è una questione di mentalità e filosofia societaria. Nelle quali invece rientra alla perfezione Demiral».

Resta il fatto che l’attacco sia uscito indebolito dal mercato di gennaio.

«Ripeto: non c’è stata l’opportunità di sostituire Boateng, un campione forte sul campo e prezioso nello spogliatoio. A 31 anni non potevamo opporci al suo desiderio di andare al Barcellona, invece ad altri giocatori abbiamo detto di no alla cessione. In ogni caso davanti abbiamo Babacar e Matri, in più Djuricic può fare il falso nueve. Voi dite che ci siamo indeboliti, io dico che non è stato possibile trovare un altro elemento con le caratteristiche di Boateng».

Siete soddisfatti di aver puntato su De Zerbi?

«Direi molto soddisfatti. Diventerà sicuramente un grande allenatore, ha saputo dare una precisa idea di gioco ad una squadra nuova e giovane, merce rara nell’attuale serie A. E questo lo dico al di là dei risultati e della classifica, sicuramente migliorabili».

Il Sassuolo rischia un finale di campionato galleggiando nell’anonimato. Vi spaventa?

«No, so di avere una squadra composta da gente seria e grandi professionisti. L’entusiasmo e la voglia di fare non ci mancano, la volontà è quella di chiudere la stagione nel miglior modo possibile. Con l’obiettivo di valorizzare i giovani e gettare le basi per il futuro: come detto abbiamo appena aperto un nuovo ciclo».

A due terzi del campionato che voto dà al Sassuolo?

«Buono anche se non sono tutte rose e fiori: un po’ di errori ne abbiamo commessi, per inesperienza ma anche per disattenzione. Talvolta è mancato quel qualcosa in più che bisogna dare in certe partite per ottenere il risultato». —