E lo “Zar” ritrovò la parola: con Diletta Leotta...

«Io a Modena nella prossima stagione? Lo scopriremo solo vivendo, ci sono cose da risolvere, ci stiamo provando»



MODENA Torna a parlare Ivan Zaytsev dopo l'uscita di scena di Modena Volley dalla corsa scudetto, estromessa da Perugia nella fatale gara 5 di semifinale del Pala Barton.


Lo Zar, in quell'occasione, aveva tentennato sul suo futuro, rimandando la decisione di una sua possibile permanenza a Modena nei giorni successivi. Zaytsev ha deciso di rilasciare un'intervista esclusiva a Diletta Leotta per Dazn, un'intervista nella quale il capitano dell'Azimut ha toccato molti temi. Il più caro ai tifosi gialloblù, senza ombra di dubbio, è quello legato al suo futuro, perché se dovesse scegliere di non rimanere a Modena i piani di Catia Pedrini si complicherebbero e non poco.

Zaytsev ha ancora una volta tergiversato, ma è importante sottolineare come questa intervista, uscita solamente ieri pomeriggio, è stata registrata la scorsa settimana. In questi giorni sono cambiate tantissime cose, in primis l'addio di Velasco e l'arrivo di Giani sulla panchina canarina, giorni che hanno nettamente riavvicinato Zaytsev e Modena. La risposta dello Zar alla domanda “l’anno prossimo resti a Modena?” è stata in ogni caso questa: «Mi metti un po’ in difficoltà. Bellissimo ambiente…lo scopriremo solo vivendo. Onestamente ci sono delle cose da risolvere, ci stiamo provando, ma vediamo».

Ancora tanti punti di domanda, quindi, sulla sua permanenza, ma l'arrivo di Giani a Modena potrebbe aver convinto lo Zar a rimanere ancora all'ombra della Ghirlandina. Zaytsev ha parlato anche di Velasco: «E' un grande personaggio, ha un carisma incredibile, una conoscenza della pallavolo mondiale che non ho mai trovato in nessun allenatore. Ha la grande capacità di tirare fuori il meglio dalle persone. Quando va tutto bene siamo tutti bravi. Quando le cose vanno male, lì viene fuori la dote di una squadra e Velasco ci ha aiutato molto. Non abbastanza da arrivare in finale scudetto, siamo usciti in semifinale, è l’appunto che faccio al coach: si poteva fare di meglio».

Infine una battuta conclusiva sulla nazionale: «Capitano dell'Italia? Per me è un orgoglio enorme. Sentire l’inno di Mameli prima delle partite è unico, mi dà sempre i brividi. Ed essere il capitano del più bel Paese del mondo è una figata». —