Bonacini: «Mai avuto un Carpi così in C e si può ancora puntare al primo posto»

«Il Vicenza è lontano, ma la stagione è ancora lunga. Alcuni passi falsi evitabili mi hanno fatto veramente arrabbiare»

CARPI. Dopo il derby con la Reggiana e prima della sfida col Piacenza. In vista del mese di marzo che, stando alle sue parole, “sarà decisivo per vincere il campionato”. Stefano Bonacini fa il punto della situazione, il riferimento è ovviamente al “suo” Carpi che ha ritrovato la vittoria (e che vittoria!) dopo i due pareggi consecutivi arrivati con Padova e Rimini.

MERITO A LORO

«La società ha messo a disposizione una cifra considerevole per allestire la squadra, ma i meriti sono del direttore generale che ha costruito il gruppo di giocatori e dell’allenatore che ha allenato questi ragazzi. Allo stesso tempo, però, deve esserci sempre il papà che ogni tanto mette in riga i suoi figli. Gli stessi che sono capaci di prendere 30 ad un esame, ma che in alcune circostanze si accontentano del 18 o addirittura vengono bocciati. Perché, come ho già detto diverse volte, le capacità ci sono e sono di primo piano. Sarebbe da sciocchi buttare via quanto costruito per “giri a vuoto” come quelli di Imola e Rimini. La settimana pre-Reggiana è stata perfetta, una marcia di avvicinamento che vorrei si ripetesse ancora e ancora. Non voglio fare nomi, anche se è impossibile non citare Saber dopo il derby, ma alcuni di questi giocatori hanno tutte le possibilità di salire in serie B. Devono capire anche loro quali sono le potenzialità sulle quali possono fare leva, capisco che questo faccia parte di un percorso di maturazione».

MIGLIOR CARPI

«Col Modena abbiamo perso il mercoledì sera, il giovedì pomeriggio ho incontrato la squadra. Al gruppo ho fatto i complimenti e ho detto loro “potete vincere contro ogni tipo di avversario”. Dopo una sconfitta, ma anche dopo una partita giocata alla grande. Si poteva stare in campo sino alle 2 di notte e quel pallone non sarebbe mai entrato. Discorso completamente diverso di quanto accaduto a Rimini e Imola. Può uscire qualsiasi risultato, ma certe modalità non le digerisco. Non possono andarmi bene perché conosco il valore dei giocatori. Dico, senza paura di essere smentito, che considerando i tre campionati di C che ho disputato, la squadra più forte è quella attuale. Ancora più competitiva del Carpi salito in B dopo Lecce. Con un allenatore di grande caratura, che può fare carriera. Gli racconto sempre dell’esonero di Sarri a Sorrento prima della partita contro di noi, lo faccio perché è importante credere in sé stessi. E’ importante per il mister come per i suoi giocatori».

PRIMI SI PUò

«Se credo nella promozione? Assolutamente sì, assolutamente sì, assolutamente sì. Non ho dubbi su questo. Allo stesso tempo non ci restano più margini di perdita di tempo. E’ vero che alcune giornate complicate possono aiutarti a crescere, ma a -7 non si può concedere nulla. Ma avete visto la partita con la Reggiana? Nonostante le assenze questa squadra ha saputo “triturare” l’avversario. Un avversario forte che, a prescindere dal 5-1, resta candidato alla promozione. Con noi e il Vicenza. Decisivo sarà marzo, lì si vincono i campionati. Chiaro che se ci arrivi con un -13 a marzo possono cadere solo le foglie… Il problema, si fa per dire, è che adesso abbiamo alzato l’asticella. Lo abbiamo fatto giustamente, ma non possiamo assolutamente passarci sotto. Bisogna invece saltarla e il difficile è tutto qui».

DERBY STRAVINTO

«Penso alla partita di domenica e mi arrabbio di più, non c’è niente da fare. Quello è il potenziale del Carpi, questo lo penso da diverso tempo. Sono andati oltre alle difficoltà, si potevano sciogliere dopo lo svantaggio ed invece… Nessuno ha perso la calma, dai giocatori sino all’allenatore. Sono rimasti concentranti. Ecco “concentrazione” deve essere il nostro primo pensiero alla mattina. Poche parole e vita sana, questo lo aggiungo io. Pensare solamente alla prossima domenica, senza calcolare distacchi o robe del genere. Non sono un “santone” del calcio, ma uno che ha vinto campionati e visto qualche partita. Se ho parlato alla squadra? No, non ce n’è bisogno. Loro sanno quello che penso, il mio giudizio è lo stesso del post- Modena. Sanno che conosco il loro valore e che mi arrabbio dopo certe prestazioni, non importa andare al campo». Parole di Stefano Bonacini. —
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