Modena-Carpi: derby a porte chiuse, ma se si giocherà

Governo e Regione prolungano le misure restrittive: la Lega Pro dovrà decidere come gestire la serie C

Porte chiuse o - più difficilmente - altro rinvio. Non esistono strade alternative per il derby Modena-Carpi, in programma sabato prossimo allo stadio Braglia con fischio d’inizio anticipato alle 15. Se si giocherà, lo si potrà fare solo senza pubblico sugli spalti. La conferma è arrivata ieri sera, quando la Regione ha comunicato la proroga delle misure di contrasto alla diffusione del coronavirus Covid-19 già attuate la settimana scorsa, secondo quanto stabilito da un apposito decreto ministeriale varato dal governo sulla base del parere del comitato tecnico scientifico nazionale. La stessa misura riguarda Lombardia e Veneto, le altre due regioni in cui si registrano il maggior numero di contagi e che saranno oggetto di un provvedimento identico all’Emilia Romagna anche per quanto riguarda asili, scuole e università. Ora toccherà alla Lega Pro decidere come comportarsi, di fronte a una situazione che si fa sempre più complicata e che - al contrario di quanto dichiarato dai vertici del calcio - non trova omogeneità a livello nazionale. Basta guardare quanto accaduto ieri in serie A con il rinvio al 13 maggio di tutte le gare che si sarebbero dovute disputare a porte chiuse in questo fine settimana: «La valutazione unanime dei vertici del mondo sportivo e calcistico è stata quella di prediligere il rinvio piuttosto che giocare negli stadi vuoti, tenendo conto anche delle ripercussioni a livello di immagine sul nostro Paese e delle difficoltà nella programmazione di turni supplementari in un calendario mai come quest’anno denso di appuntamenti nazionali e internazionali», ha spiegato il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora. Eppure, le partite di serie B che ieri si sarebbero dovute giocare a porte chiuse non sono state rinviate. Per la C il problema non si è posto perché il presidente Ghirelli aveva già disposto la sospensione delle ultime due giornate dei gironi A e B in programma mercoledì scorso e oggi, con la conseguenza di andare a “intasare” il calendario da metà marzo a fine aprile per non far slittare l’inizio dei playoff post-season. Per ulteriori rinvii bisognerebbe abbattere proprio quest’ultimo paletto, posticipando la fine della stagione regolare. Altro spazio, infatti, non c’è. Chiaro è come la Lega Pro, campionato che non vive certo di introiti televisivi, vorrebbe evitare in tutti i modi di perdere il suo cuore pulsante, cioè la passione dei tifosi. Si dovrà prendere una decisione in fretta, con tante componenti a rendere ancor più difficile la valutazione. È proprio in C, infatti, che si registra anche l’unico caso di atleti positivi al Covid-19: si tratta di quattro giocatori e un collaboratore della Pianese, squadra ora in quarantena così come la Juventus Under 23, l’avversaria affrontata domenica scorsa ad Alessandria. Come ci si comporterà? E, slittassero in avanti playoff, cosa farebbe per almeno due settimane il girone C, dove non è saltata alcuna partita? —