Carpi. Maurizi, il bomber dai gol pesanti «Tutto si è fermato sul più bello»

«Tornare a giocare sarebbe la cosa migliore, stare lontano dal campo non è facile. Meritiamo di finire il campionato»



Comunque vada a finire questa stagione, Samuele Maurizi una sua impronta l’ha già messa. Alla sua terza annata nel professionismo, il trequartista romano ha battuto il suo record di segnature, toccando quota quattro reti gol in 22 presenze. Tutti importantissimi: col primo ha firmato il pareggio di Vicenza, col secondo ha steso il Rimini al Cabassi, col terzo si è preso lo scalpo della Vis Pesaro a domicilio e col quarto ha abbattuto la Sambenedettese. Piano piano, minuto dopo minuto, Samuele Maurizi si è così ritagliato un ruolo fondamentale nel Carpi di Riolfo, che grazie a lui e a Biasci ha scoperto di non essere Vano dipendente. Tutti insieme, son quattro gol che portano nel sacco 10 punti, senza i quali i biancorossi non sarebbero lì dove sono. I ricordi del campo iniziano però ad allontanarsi nel tempo perché anche lui, come i compagni, è costretto a rimanere in casa: «Diciamo che la situazione non è proprio il meglio – ci ha detto Maurizi – ma è critica per tutti. Dobbiamo rimanere chiusi in casa ma naturalmente continuiamo ad allenarci anche in gruppo, tutti insieme. Facciamo quello che possiamo».


Sotto lo sguardo attento, seppur distante, dello staff: «Il professore ci manda ogni settimana un piano giornaliero degli allenamenti e facciamo sedute comuni con una applicazione».

A memoria, non ricorda di essere stati così tanto lontano da un terreno di gioco: «L’anno scorso ho avuto un infortunio al menisco e sono stato fermo un mesetto. Lì c’era il dolore, ma almeno facevo terapie e si guardavano i compagni allenarsi».

Sul futuro non ha certezze, solo una speranza: «Non è un momento facile. Spero che finisca presto tutto quanto soprattutto per l’Italia, perché stiamo passando un momento difficile. Tornare a giocare sarebbe la cosa migliore perché stare lontano dai campi da calcio non è mai facile. Quindi mi auguro che si riescano a recuperare le giornate che mancano alla fine».

Uno stop che ha interrotto sul più bello il campionato biancorosso: «Quando è inizato tutto nessuno pensava che potessimo lottare per i primi posti. Ma mano a mano che giocavamo e ci allenavamo insieme si è formato un gruppo molto unito e partita dopo partita abbiamo inizato ad avere sempre più ambizioni. Stavamo dando tutto e stavamo andando bene. Questo stop non ci ha voleva perché eravamo in fiducia ma saremo pronti se ci daranno la possibilità di riprendere».

In attesa di conoscere il futuro della Serie C, la sua non sarà comunque una stagione da buttare: «Penso di essere cresciuto a livello calcistico. E’ la terza stagione che faccio nei professionisti ma ho già 24 anni. Sono soddisfatto, ma penso che ci sia sempre da imparare e penso di potere fare qualcosa di più».

Preferibilmente sotto la guida di mister Riolfo: «Non lo conoscevo ma mi ha fatto subito una bella impressione. Fa lavorare tanto con la palla e un giocatore lo fa ben volentieri. Abbiamo creato un gruppo fantastico, facciamo un bel calcio, produciamo un bel gioco e penso che tutti siano felici di quello che stiamo facendo».

La prima cosa che farà quando si potrà uscire? «Andare in un campo ad allenarmi perché per un giocatore uno sfogo importante».—