Carpi fa partire una diffida, Modena sereno 

La proposta di affidare la quarta promozione in serie B alla ruota della fortuna scatena Bonacini: «Non esiste»

MODENA. La proposta del Consiglio direttivo della Lega Pro sulla sospensione definitiva del campionato di C e, in particolare, su una promozione tramite sorteggio ha scatenato un polverone. Al coro dei contrari si iscrive a gran voce il Carpi, mentre la posizione del Modena resta interlocutoria, anche alla luce delle diverse posizioni di classifica nel momento in cui la stagione è stata fermata.

BONACINI DIFFIDA


Dire che Stefano Bonacini l’abbia presa male è un eufemismo. Il patron del Carpi non ne vuol sapere di un sorteggio e ha già avviato un’azione legale, così come il Bari di De Laurentiis: «Tramite l’avvocato Mattia Grassani, legale della nostra società, ho immediatamente inviato una lettera di diffida alla Figc e alla Lega Pro», tuona Bonacini. «Non si possono decidere i campionati con il sorteggio, non esiste. Non è una tombola o il bingo. Lo dico come rappresentante della mia società ma anche per tutelare la categoria, perché questa ipotesi svilirebbe tutto il buonissimo lavoro che la Lega Pro ha saputo fare». Il numero uno biancorosso ha vissuto in prima persona l’incubo del Covid-19, dunque a maggior ragione ha un pensiero lucido e consapevole sull’eventuale ripresa del campionato: «Con la mia vicenda penso di poter essere il perfetto esempio di chi, a ragion veduta, dice che la salute deve venire prima di tutto. Lo ripeto anche adesso, perché questa deve essere sempre la priorità. Allo stesso tempo, però, non è possibile prendere provvedimenti come quelli che ho letto. Sono particolarmente dispiaciuto anche per un altro aspetto: ai presidenti è stato inoltrato un documento con richiesta di massima riservatezza, ma in poche ore lo si trovava già su siti internet e quotidiani. Non mi è sembrato corretto». Il Carpi, dunque, non ci sta, a maggior ragione visto il piazzamento di classifica occupato prima dello stop: «Come società – conclude Bonacini – non abbiamo mai rivendicato nulla, ma è un dato di fatto che la nostra media-punti sia la migliore rispetto a tutte le seconde in classifica e pensiamo che possa essere un aspetto su cui basarsi per eventuali calcoli. Non siamo mai stati intenzionati a fare leva su questo per chiedere una promozione d’ufficio, ma in caso di decisioni come quella del sorteggio ci faremmo sicuramente sentire».

CESATI ATTENDE

In casa Modena, sicuramente, la situazione viene vissuta più con uno sguardo al futuro che all’immediato: «Mi limito a dire che la proposta della Lega Pro mi pare un po’ strana – commenta il dg Roberto Cesati – anche per la modalità in cui è uscita. Ma è in generale tutta la situazione che stiamo vivendo ad essere strana, in un momento in cui gli aspetti sociali ed economici mettono inevitabilmente il calcio in secondo piano. Ciascuno può avere la sua idea e la mia è quella di un uomo di sport a cui piacerebbe che ogni verdetto fosse espresso dal campo, ma la sensazione è che la ripresa del campionato di serie C sia impensabile anche perché i protocolli sanitari, tra costi e aspetti logistici, sarebbero irrealizzabili. Conta però fino a mezzogiorno quello che uno pensa, in questo momento comanda il maledetto virus e tutto è una “prima volta”: qualsiasi decisione scontenterà qualcuno. Penso che la proposta della Lega Pro sia frutto dei riscontri oggettivi del presidente Ghirelli e del Consiglio direttivo sull’impossibilità di riprendere il campionato; verrà discussa e analizzata nell’assemblea del 4 maggio, non troverà tutti d’accordo ma se si andrà per votazione a maggioranza ci si dovrà attenere a ciò che sarà deciso». Cesati guarda già oltre: «Mi aspetto che l’assemblea sia prima di tutto un momento di grande riflessione, perché qui c’è davvero da pensare a cosa ne sarà della serie C e capire quale sia la volontà dei piani alti: senza un intervento a sostegno delle società, il futuro lo vedo molto difficile. Un campionato professionistico senza contributi, che vive solo sul mecenatismo dei proprietari dei club, senza interventi politici di un certo tipo farà fatica a ripartire. I presidenti avranno da pensare alle loro aziende, voglio vedere quanti di loro riusciranno a portare avanti anche una società di calcio se qualcosa non cambierà in maniera sostanziale». —