La Serie C appende le scarpette al chiodo e “promuove” il Carpi che ha un piede in B

Deciso lo stop definitivo, biancorossi con ottime speranze grazie ai meriti sportivi. La parola definitiva al Consiglio Federale della Figc 

CARPI. Il Carpi mette un piede in serie B, ma dovrà attendere il responso del Consiglio Federale prima di sapere se completare il salto e tornare tra i cadetti un anno dopo la retrocessione.

È questo il principale verdetto espresso dall’Assemblea di Lega Pro, in programma ieri in videoconferenza, e quello che come si immaginava ha rotto una visione sino a quel momento univoca su tutte le altre decisioni. È andata proprio come già anticipato alla vigilia dell’assemblea, dunque sospensione definitiva del campionato sulla base dell’impossibilità oggettiva di tornare in campo rispettando i protocolli sanitari, promozione in serie B delle prime classificate di ciascun girone (Monza, Vicenza, Reggina), blocco delle retrocessioni e dei ripescaggi dalla D.

Ed è soprattutto andata come sperava il Carpi, miglior seconda per media punti nonostante il terzo posto in classifica nel girone B: la maggioranza dei club di Lega Pro, infatti, ha premiato il criterio del merito sportivo – l’ipotesi del sorteggio non è nemmeno stata considerata – e dunque la media-punti calcolata sul numero di gare giocate fino all’interruzione del campionato.

Lo stesso parametro, come aveva sottolineato il club biancorosso, è stato utilizzato in Francia per redigere la classifica finale della Ligue 1. Al netto di quanto scritto dalla Lega Pro nel comunicato ufficiale, cioè la compattezza dei presidenti anche sull’aspetto del merito sportivo come parametro per far salire in B la quarta squadra, la realtà parla di una inevitabile spaccatura: 23 voti favorevoli, 16 contrari con richiesta di giocare i playoff, 21 astenuti.

Tanto basta, però, perché il Carpi si possa sentire legittimato ad essere effettivamente la squadra promossa, visto che il documento confezionato dalla Lega Pro verrà discusso in Consiglio Federale prima dell’approvazione finale. Bari e Reggiana non si arrendono e preannunciano battaglia legale, sostenendo i rispettivi meriti secondo cui dovrebbero essere promosse in B, con i pugliesi di De Laurentiis che tra l’altro si sono affidati allo stesso legale che cura gli interessi del Carpi, l’avvocato Mattia Grassani.

La Lega Pro, tramite il presidente Gabriele Ghirelli, ha specificato che non è stato fatto alcun nome sulla quarta squadra promossa («si è solo votato il parametro del merito sportivo») e che al Consiglio Federale verrà sottolineato come la scelta abbia diviso i club, determinando una maggioranza non schiacciante. Potrà la Figc ribaltare il verdetto? E, nel caso, come lo risolverebbe? Promuovendo il Bari, con Reggiana e Carpi scontenti? O promuovendo la Reggiana, con Bari e Carpi scontenti? O, clamorosamente, decidendo che a porte chiuse e in campo neutro sia meglio giocare un mini-playoff?

La patata bollente passa in mano al Consiglio federale, che si sarebbe dovuto svolgere oggi e che invece è stato posticipato per capire se serie A e B potranno concludere i campionati. —