Carpi, anche il sindaco scende in campo: «Meritiamo la serie B»

Bellelli: «È giusto premiare il merito sportivo che coincide con la posizione in classifica della squadra». Intanto Galliani chiama per ringraziare Bonacini



Appena qualche ora prima, il patron biancorosso Stefano Bonacini aveva lamentato di essere stato lasciato solo, quando altrove si erano arruolati gli amministratori. La risposta del sindaco di Carpi Alberto Bellelli non si è fatta attendere, ed è arrivata ieri nel notiziario quotidiano che tiene dall’inizio dell’emergenza: «Tanti tifosi sanno benissimo che la priorità ora è un’altra – ha detto – cioè combattere il Covid. Ma mi hanno anche detto che siamo di nuovo nella dinamica Sansone contro Golia. Il Carpi calcio si trova alla vigilia di giornate importanti rispetto all’opportunità della promozione in Serie B. So che altri amministratori locali hanno preso posizione rispetto a questo, ma per me farlo è la cosa più facile del mondo, non solo da tifoso ovviamente, ma anche da sportivo. La Uefa ha scelto il merito sportivo e il Carpi, sulla base del giudizio degli altri club, è quella che merita di più per i risultati che ha ottenuto. E’ sempre antipatico che di fronte al merito possano prevalere altri fenomeni: quant’e’ grande una città, quant’è titolata una società. Non li prendo neanche in considerazione. Come ho detto per me è la posizione più facile del mondo e com’è naturale che sia non posso che auspicare che venga sempre premiato il merito sportivo. Oggi coincide con la posizione in classifica del Carpi. Allora dico avanti il Carpi e ci aggiungo pure Forza Carpi a tutta la città, tifosi e non tifosi».


I DUBBI DI BONACINI

Ai microfoni di SportQui, Bonacini aveva anche commentato le condizioni poste dal Cts al protocollo sanitario della Figc come un ulteriore ostacolo sulla strada del ritorno in campo della Lega Pro: «A mio modo di vedere le squadre di Serie A dovranno stare in ritiro dal 18 fino alla fine del campionato – ha detto – perché non puoi pensare di dare delle libere uscite con vincoli di questo tipo. Poi ci vuole un medico che si prende la responsabilità. Non è una passeggiata di salute». Ritiro che la maggioranza delle società di Lega Pro non può certo permettersi. Ma è soprattutto il fronte dei medici ad essersi infiammato nelle ultime ore. Anche in Serie B, dove le disponibilità sono infinitamente superiori a quelle della Lega Pro: come rivelato da Enrico Castellacci, presidente della Libera associazione medici del calcio, c’è chi minaccia dimissioni. Qualcosa di più sul destino del Carpi si saprà dopo il Consiglio federale: «Non abbiamo una data precisa ma i 60 presidenti hanno espresso un giudizio e visto che l’Assemblea è sovrana siamo tranquilli e aspettiamo le decisioni».

IL VOTO DELL’ASSEMBLEA

Sul fatto che il merito sportivo, e quindi la media punti, premi il Carpi non c’è invece alcun dubbio: «In Assemblea era stato spiegato molto bene in una slide – ha continuato Bonacini – tanto più che il presidente del Catanzaro ad un certo punto ha annunciato di aver fatto i conti e che la scelta premiava il Carpi. Non è un voto d’amicizia o di relazioni. Io non li conosco neppure. E’ stato spiegato e nessuno ha detto niente». Ombre non ce ne sono neppure sulla validità della votazione, nonostante non sia stata presa a maggioranza assoluta: «Lo Statuto della Lega bisogna conoscerlo, e io lo conosco perché ho studiato: non era un’Assemblea straordinaria ma ordinaria, quindi bastava la maggioranza relativa. Uno può impugnarla e fare quello che vuole, ma c’è una maggioranza di 23 presidenti che ha votato a maggioranza». Per eventuali ricorsi non ci sarà il solito iter interminabile ma un solo grado di giudizio al Collegio di garanzia presso il Coni, come previsto dal Decreto rilancio.

IL MESSAGGIO DI GALLIANI

Tra gli alleati c’è anche un nome illustre, che lo scorso lunedì ha mandato un messaggio al patron: «Mi è arrivato un messaggio di Adriano Galliani, che chiedeva se lo potevo richiamare. Mi ha ringraziato per le parole che avevo espresso. Avevo detto che l’unico presidente, non solo di Lega Pro ma anche di Serie B e A, che ha uno standing importante è lui. Allora mi dico, se Galliani ha votato il ‘merito sportivo’ non l’ha fatto perché è mio amico, perché mi consoce o perché con Gaudì faccio pubblicità su Mediaset. L’ha votato perché da dirigente importante come è sa che il merito sportivo è la cosa principale. Mi ha fatto molto piacere mi abbia chiamato perché sono stato l’unico ad averlo ringraziato. E’ il voto di un presidente che qualcosa ha vinto». —