Modena e Carpi. La Federcalcio ‘sgambetta’ la Lega Pro e la serie C deve continuare il campionato

Questa l’indicazione del Consiglio Federale che prende in contropiede i club di terza serie. Modena e Carpi in preallarme



«I campionati di calcio professionistici devono riprendere e potranno concludersi entro il 20 agosto». La sentenza del Consiglio federale ha ribaltato quanto era stato approvato due settimane fa nell’assemblea di Lega Pro e, almeno teoricamente, ha stabilito che anche Modena e Carpi devono tornare in campo. Solo nel caso in cui questo fosse possibile, a seconda dell’evolversi dell’emergenza epidemiologica da Covid-19. In sostanza non c’è nulla di concreto se non una nuova linea guida ufficiale, più facilmente spiegabile come il tentativo della Figc di evitare decisioni “a tavolino” fino a quando ci sarà uno spiraglio per farlo. Il nuovo spiraglio, in questo caso, è stato creato prorogando la chiusura dei campionati al 20 agosto e i termini della stagione al 31 dello stesso mese. Troppo alto il rischio di ricorsi per interrompere definitivamente i tornei professionistici minori proprio ora, quando in serie A si è prossimi alla ripresa degli allenamenti in gruppo con la volontà di terminare la stagione. Una doccia gelata soprattutto per il Carpi, che sperava nella ratifica della promozione d’ufficio in serie B secondo i criteri stabiliti dall’assemblea di Lega Pro. Ora, però, c’è un nuovo passaggio fondamentale da superare: l’incontro di giovedì prossimo tra Figc, Lega Serie A e Governo sulla possibilità di riprendere il campionato dal 13 giugno, dopo l’ok del Comitato tecnico-scientifico al nuovo protocollo sanitario da seguire per gli allenamenti. Di conseguenza si deciderà anche l’iter per la ripresa di B e soprattutto per la C, dove i protocolli sanitari sarebbero da riparametrare per poter essere effettivamente applicati. Un’altra settimana di incertezza, dunque, che Modena e Carpi dovranno capire come gestire: con i giocatori “fermi” da tre mesi e da più di uno tornati anche a casa, con una stagione regolare già dichiarata conclusa all’unanimità nell’assemblea di Lega – la spaccatura riguardava solo il verdetto per la quarta promozione – e soprattutto con i medici sociali contrari alla ripartenza, potrà davvero riprendere un campionato in maniera regolare? La risposta sembrerebbe scontata. Non a caso, dal Consiglio federale sono arrivate due alternative per la conclusione del campionato: laddove non lo si riuscisse a fare completando la stagione secondo i programmi, la prima ipotesi sarebbe l’individuazione di un nuovo format per assegnare promozione e retrocessioni sul campo (brevi fasi di playoff e playout con anche le prime classificate incluse), mentre la media-punti rappresenterebbe la soluzione estrema in caso di interruzione definitiva del campionato. Media-punti, si legge nel comunicato diffuso dalla Figc, determinata «applicando oggettivi coefficienti correttivi che tangano conto della organizzazione in gironi e/o del diverso numero di gare disputate dai club». L’ipotesi che si cercherà di attuare, stando a quanto trapelato al termine del Consiglio federale, è proprio la disputa di un playoff con modalità da definire. —