Cuppone ha scelto: «Lascio il ciclismo per lo studio»

Il corridore classe 2001 di Montagnana era al debutto tra gli Under 23: «Ora penso alla scuola, poi farò il direttore sportivo»

SERRAMAZZONI. Con una decisione un po’ a sorpresa Flavio Cuppone ha cessato l'attività agonistica di ciclista. Il ragazzo di Montagnana, classe 2001 che quest'anno era al debutto nella categoria degli Under 23, ha deciso di chiudere la sua carriera di corridore, anche se in futuro intende restare nell’ambiente delle due ruote in qualità di direttore sportivo.

«Ho iniziato da Giovanissimo con i colori del team Iaccobike di Sassuolo - racconta Cuppone - poi da Esordiente del secondo anno sono passato con cicli Paletti dove sono rimasto sino alla fine del 2019. Ho vinto poco - ammette - ma mi sono sempre messo in bella evidenza in quanto le mie qualità tecniche erano molto importanti all'interno della squadra. Alternavo le gare su strada con quelle su pista, tanto che nel 2017 ho conquistato il Campionato Italiano Inseguimento a Squadre Allievi su pista con la maglia della nostra regione. Una bella soddisfazione».


Cosa ti ha spinto a cessare l'attività agonistica all'inizio della carriera da Under 23?

«Fin da piccolo ho sempre sognato di arrivare tra i professionisti. Però negli anni le vittorie sono state poche, contorniate da una miriade di piazzamenti. Nell'inverno scorso sono passato nella categoria Under 23 con il team dell'Emilia Romagna animato da tanto entusiasmo. Poi però è arrivato il Coronavirus che, dopo appena due gare, ci ha bloccato. Nel frattempo avevo anche l'impegno con la scuola, frequento il quinto anno del Liceo Formiggini di Sassuolo. E così durante il periodo della quarantena ho cominciato a pensare anche al dopo ciclismo. Dopo aver soppesato bene la cosa, ho deciso di scendere dalla bici a livello agonistico e di rimanere nell'ambiente in qualità di direttore sportivo».

Famiglia e squadra come hanno preso la tua decisione di smettere così giovane?

«Ho riunito i miei famigliari, papà Piero, mamma Erica e mia sorella Ilaria, annunciando a loro la mia decisione. Emozione tanta, ma anche un bravo da parte loro. Ho informato anche il direttore sportivo del team della nostra regione, l'ex professionista Michele Coppolillo, che ha capito la situazione e mi ha augurato tutto un avvenire al meglio possibile. Proprio lui mi ha spinto a fare il corso di direttore sportivo e, se possibile, di restare nell'ambiente del ciclismo. Ora però penso solo allo studio, la mia priorità». —


 

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