La serie C apre a playoff e playout: Modena e Carpi attendono il segnale

Oggi summit tra le istituzioni del calcio e il Governo per studiare la ripartenza della stagione e chi potrà farlo

MODENA «Ripartire a tutti i costi e subito, altrimenti il danno per il Paese sarà irreparabile. Abbiamo già perso 500 milioni di euro, occorre difendere 100 mila lavoratori, 1,4 milioni di tesserati e 4,7 miliardi di fatturato». È racchiuso in queste parole e in questi numeri il pensiero del presidente della Figc Gabriele Gravina, pronto a ribadirlo oggi al ministro dello Sport Vincenzo Spadafora dopo averlo messo per iscritto in un intervento pubblicato sul magazine “Riparte l’Italia”.

Il numero uno della Federcalcio nazionale spera che dall’incontro odierno possa arrivare il via libera definitiva alla ripartenza del calcio professionistico, volontà già espressa a chiare lettere nell’ultimo Consiglio federale anche contro quanto già deliberato dall’assemblea delle società di Lega Pro. Scombinando, di conseguenza, i piani del Modena e infrangendo il sogno promozione del Carpi per media-punti. La Figc ha inviato lunedì il nuovo protocollo sanitario proprio al ministro dello Sport Spadafora e a Roberto Speranza, ministro della Salute: il documento dovrà ricevere l’approvazione del Comitato tecnico-scientifico del governo, che nelle ultime ore ha ribadito come non intenda minimamente rivedere il periodo di quarantena volontaria di due settimane.

Dall’incontro tra i vertici federali e il ministro Spadafora – andasse tutto per il verso giusto – dovrebbe essere stabilita la data di ripartenza della serie A e, di conseguenza, indicata quella per la B e la C. Modena e Carpi non possono fare altro che continuare ad attendere. In caso di “ok” dal governo, infatti, sulla ripresa della C la partita resterà aperta e verrà rinviata al nuovo Consiglio federale in programma mercoledì prossimo.

La maggioranza dei club di serie C non ne vuol sapere di tornare in campo e trova il pieno appoggio dei medici sociali, pronti addirittura a gesti di dissenso clamorosi come le dimissioni in blocco nel caso in cui venisse deliberata una ripartenza con i protocolli sanitari attualmente proposti. Ecco perché la Lega Pro cercherà in ogni modo di convincere la Figc che terminare la stagione regolare, allo stato attuale delle cose, è una pura utopia.

Nell’ultimo Consiglio direttivo è dunque nata una nuova proposta da sottoporre al Consiglio federale mercoledì prossimo, dopo la bocciatura in toto del primo documento deliberato nell’assemblea delle società: mantenere playoff e playout, con formule da rivedere, secondo quanto già indicato come piano B proprio dalla Figc.

Rispetto alla prima proposta non cambierebbe solo un verdetto: la promozione diretta in serie B di Monza, Vicenza e Reggina, le prime in classifica di ciascun girone al momento dello stop. Va detto, però, che già su questo punto ci si scontrerebbe con quello che il Consiglio federale avrebbe previsto, cioè che le prime non fossero da considerare promosse a tavolino ma dovessero giocarsi il salto di categoria attraverso i playoff. Per il resto, il Consiglio direttivo di Lega Pro ha modificato tutto: sì ai playoff, lasciando intendere che alcune società potrebbero rinunciarvi in ragione dei costi per applicare il protocollo sanitario e che dunque bisognerebbe eventualmente studiare un format sulla base di chi effettivamente intendesse parteciparvi, e sì ai playout, con retrocessione delle ultime in classifica. Niente blocco delle retrocessioni, dunque. Già su quest’ultimo punto è riscoppiata la polemica, con il Rimini che nel girone di Modena e Carpi verrebbe retrocesso per un solo coefficiente a sfavore del Fano e con le ultime del girone C tutte spedite in D per un distacco che impedirebbe da regolamento lo svolgimento dei playout. —