Riolfo: «Bisogna ritrovare lo spirito di prima, ma il Carpi sta correndo da molto tempo»

«Appena c’è stato il via libera abbiamo stimolato i ragazzi ad un lavoro di fondo per non farci trovare impreparati»

CARPI. Dai druidi magici alla ricerca dell’algoritmo magico, l’attenzione ora si sposta sugli uomini del campo. E quindi, in chiave carpigiana, su Giancarlo Riolfo, a cui spetterà condurre la panchina in un evento che fa già parte della storia del calcio.

Il Covid aveva interrotto il percorso dei biancorossi sul più bello, ma il tecnico si guarda indietro solo quel tanto che basta: «Non si cancella tutto quello che abbiamo fatto – ci ha detto – ma si riparte da capo. Dobbiamo piano piano alimentare la voglia di sacrificio, di attenzione per raggiungere un obiettivo inizialmente sognato e man mano diventato sempre più reale». Di certo c’è che non sarà il calcio che siamo abituati a conoscere: «Ho visto la partita di Coppa Italia tra Juventus e Milan e fa un effetto particolare. Il tifo, il pubblico e lo stadio pieno fanno parte dello spettacolo e alzano molto anche i parametri di attenzione dei giocatori e di agonismo in campo. Ma è una cosa a cui nel breve dovremo abituarci».

ALLA RICERCA DELLA FORMA

Il lavoro sta procedendo come da calendario, anche perché i giocatori «sono stati responsabili e noi li abbiamo sempre seguiti, rimanendo praticamente in contatto quotidiano, con quattro o cinque sedute a settimana. La forza e l'unione di questo gruppo ci hanno aiutato nel tenerci tutti in contatto in questo momento particolare e a lavorare con lo spirito sereno».

Qualche chiletto in più, però, sembra che ci sia: «Qualcuno è più portato fisicamente a soffrire di una situazione di questo tipo, ma niente che non si possa rimediare nel breve periodo». Chissà che una delle chiavi di questi playoff non sia proprio nell’aver programmato per tempo la ripresa: «Appena c'è stata la possibilità di andare fuori a correre, abbiamo stimolato i ragazzi a farlo, con un lavoro prevalentemente di fondo, per non farci trovare impreparati per ogni tipo di eventualità. Il messaggio è stato recepito e questo ci ha aiutato nella ripresa del lavoro che ora è prevalentemente fisico e di prevenzione. Appena possibile abbiamo iniziato a lavorare con il collettivo e a richiamare qualche spunto tattico. Per testare un po' i ricordi del lavoro che abbiamo fatto nei mesi precedenti».

RESET DELLA MEMORIA. In casa biancorossa, di questo stop nessuno sentiva il desiderio. Anche perché «progressivamente la squadra è migliorata, raggiungendo una qualità ed un livello molto alto nelle ultime partite di febbraio, contro Reggiana e Piacenza. Questo ci dava la fiducia di poter fare un finale di campionato importantissimo. Ma quello ormai fa parte della nostra memoria. Ora dobbiamo esser bravi a ricostruire e rimetterci nelle condizioni fisiche e mentali di allora. Se possibile anche migliorarci». Per ora, il tecnico ha trovato «la voglia di ritrovarsi sul campo, di poter fare quello che è il nostro lavoro ma che è anche la nostra passione. Da questo dobbiamo costruire un percorso per arrivare al meglio il 9 di luglio».

TUTTO IN 90 MINUTI. Nella sua carriera di allenatore, playoff e playout hanno regalato solo bei ricordi. L’ultimo poco più di un anno fa, con la salvezza della Torres: «Per ora è così – continua Riolfo – ma sono 90 minuti che devi interpretare al meglio. Anche tra Juventus e Milan sono stati gli episodi a mettere su un determinato binario la partita. Bisogna essere bravi a gestire la partita. L’attenzione e lo spirito di squadra devono portare a quella consapevolezza e fiducia che servono per stare dentro il gioco con grande attenzione. Anche perché per portare dalla tua parte gli episodi devi essere solido e muoverti da squadra».

Il 9 luglio contro una delle sei che passeranno il turno del girone: «Sono tutte avversarie di ottimo valore, che hanno fatto un buon campionato. A partire dal nostro raggruppamento, ci sono squadre che sono partite per lottare per i primi posti. Potrei citare la Reggiana, che ha fatto un percorso davvero importante, Bari, Ternana, Monopoli, Alessandria, Novara, Siena, senza dimenticare il Padova o il Sudtirol nel nostro girone. Noi dobbiamo solo essere il Carpi e cercare di fare il meglio». —