Concas: «Questo Carpi ha sorpreso anche me»

L’amatissimo ex: «Mai avrei detto che si potesse giocare la B ai playoff. E senza lo stop poteva ambire al primo posto»

Fabio Concas, per tutti “Cico”, non è un tifoso come un altro, così come non è mai stato un giocatore come un altro. Amatisissimo dai tifosi biancorossi nonostante le peripezie, o forse proprio per le peripezie. Di certo è nel cuore per le 180 presenze, 170 in campionato, le altre in Coppa Italia. E per qualche gol succulento dei 30 che ha segnato. Della favola Carpi si è perso solo la Serie A a causa di una sciagurata squalifica, ma ne ha vissuto salita e discesa, fasti e dolori. Quasi ovvia la squadra per cui tiferà in questi playoff: « Impossibile dimenticare Carpi e quello che ho passato lì - ha detto lunedì ai microfoni di SportQui - ora faccio solo il tifo e spero che vinca i playoff». Al cuor non si comanda, anche se sulla sponda Bari hanno attraccato due vecchie conoscenze con cui ha condiviso molto della sua avventura in biancorosso, Raffaele Bianco e Alessio Sabbione: «Sono due grandi amici, diciamo che spero ci possa essere una finale Bari-Carpi, ma il tifo vero va verso il Carpi».

L’ANNATA STORTA


Concas avrebbe preferito salutare la città dei Pio in altro modo: «Chiudere così non ci voleva. E’ stata una annata travagliata. Sarei voluto andar via con una salvezza e invece è arrivata la retrocessione. Ci è mancata un po’ di fortuna, è stata un’annata storta. Prendendo i singoli, secondo me era un’ottima squadra. Siamo incappati in partite storte e non siamo riusciti a uscirne, anche se le carte in regola per la salvezza c’erano tutte».

TIFOSO ACCANITO

Per come ne parla, che segua il Carpi non c’è dubbio: «Sono andato a vederlo a Cesena mentre ero in riabilitazione. Per me la sorpresa è Saber, che non ha mai sbagliato una partita. Abbiamo giocato insieme l’anno della B. Magari era acerbo, ma si vedeva che aveva potenzialità importanti. Non conoscevo neanche Biasci, l’ho scoperto quest’anno ed è un grandissimo giocatore». Neppure lui si aspettava che la creatura di Riolfo fosse da subito così competitiva: «Era un gruppo giovane e non pensavo che potesse fare così bene. Si vede che il mister ci ha messo del suo e i nuovi arrivati hanno dimostrato di poterci stare. Ma ad inizio anno non avrei mai detto si potesse giocare la promozione diretta». Cico parla a ragion veduta: «Il mister era a Savona quando giocavo con Giuntoli. Io avevo 18 anni e abbiamo un grandissimo rapporto. Ci siamo sentiti a lungo al telefono quando doveva decidere per Carpi. E’ un grande tecnico e una grande persona, che sa capire ragazzi e gruppo».

IL CARPI TRA LE FAVORITE

Nessun dubbio sui favoriti di questi playoff: «Secondo me Reggiana, Carpi e Bari hanno qualcosa in più della Carrarese che era nel mio girone. Io ho seguito il Carpi tutto l’anno e se non c’era l’interruzione poteva ambire al primo posto perché in quel momento stava veramente bene». E infine in breve la sua situazione, retrocesso a tavolino col Gozzano proprio quando sembrava essersi messo alle spalle il brutto infortunio: «Avevo giocato un tempo nell’amichevole contro il Torino e la domenica dopo sarei stato convocato a Pontedera, poi hanno bloccato tutto. E’ stata una cosa imbarazzante fare retrocedere tre squadre con 11 partite da giocare. Spero non si veda mai più nella storia del calcio. Si potevano trovare altre mille soluzioni ma hanno scelto la più veloce. Ora io potrei essere svincolato».—