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Sassuolo, Caputo vince la scommessa e Del Piero lo invita nel suo ristorante

Neroverdi macchina da gol (69 in 37 partite), sugli scudi il bomber a quota 21. Senza rigori pari a CR7 e a -2 da Immobile

sassuolo Sono già 69 in 37 partite, per la media di 1,86 a gara. Stiamo parlando dei gol realizzati dal Sassuolo, sesto attacco dell’intera serie A in una stagione in cui i gol sono arrivati a grappoli da parte di tanti. Detto della straordinaria Atalanta (98 gol segnati!), il Sassuolo non è distante da Inter (79), Lazio (78), Juventus (75) e Roma (74) nonostante ai neroverdi manchino i bomber del calibro di Lukaku, Immobile, Cristiano Ronaldo (e Dybala, Higuain…) e Dzeko.

Oppure sì, il Sassuolo ha bomber di qual calibro. Perché è oggettivamente vero che solo il Sassuolo ha, insieme all’Atalanta, tre uomini in doppia cifra nella classifica marcatori (Caputo 21, Berardi 14, Boga 11) e che proprio Caputo nell’ipotetica classifica dei marcatori senza rigori (per quanto possa avere senso una classifica di questo tipo) sarebbe secondo in graduatoria con 19 centri ‘puliti’ al pari di CR7 e due gol sotto Immobile.

L’attacco della squadra di De Zerbi è dunque da zona Europa, peccato solo per i troppi gol al passivo (ben 62, ottavo peggior numero della massima serie). Ma, appunto, anche i singoli stanno facendo benissimo: per Boga 11 centri rappresentano, naturalmente, il massimo in carriera, stesso discorso per Ciccio Caputo bomber maturato con calma ma che ora ha raggiunto la piena maturità agonistica, tecnica e tattica. Mentre per Domenico Berardi 14 gol rappresentano, per il momento e prima della gara contro l’Udinese, solo la medaglia di bronzo in carriera, considerando i 16 gol alla prima in serie A e i 15 della stagione successiva. Numeri, comunque, da capogiro per il Sassuolo che (sembra quasi un corollario, ma comunque è molto significativo) ha anche mandato a segno per ora ben 15 giocatori diversi, tra questi curiosamente non figurano né Locatelli, che è reduce da una stagione spettacolare, né Ferrari che fin qui era stato un vero difensore col vizio del gol.

Ma torniamo a Caputo: l’attaccante di Altamura, come noto, aveva una scommessa in ballo per i 20 gol stagionali, una cena pagata da Alex Del Piero, l’idolo di gioventù del bomber pugliese. La scommessa è stata vinta e lo stesso Caputo ne ha parlato alla fine della gara contro il Genoa: “Lui la cena l'ha promessa, io il traguardo l'ho raggiunto e ora attendo solo novità” aveva detto, un po’ scherzando e un po’ no, dopo aver raggiunto i 21 gol in campionato.

E la risposta di Del Piero non si è fatta attendere: poche ore dopo l’ex Pinturicchio ha postato due storie sul suo profilo Instagram. Nella prima alcune foto di Caputo esultante e la scritta ‘ci conosceremo presto’, proprio con il riferimento esplicito alla cena da fare insieme.

La seconda storia è ancora più esplicita: si vede Del Piero a sedere nel suo ristorante il ‘N° 10’ di Milano in zona Porta Nuova con la scritta ‘Ciccio Caputo per la cena mi sto già preparando…’. Del Piero tiene nella mano destra un piatto con alcuni pesci e nella sinistra un piatto con alcune costate di carne, quasi un ‘menù vivente’ con l’invito al bomber del Sassuolo a scegliere la portata più importante della cena da consumare presto, evidentemente proprio presso il locale meneghino di proprietà dell’ex campione della Juventus nonché campione del Mondo nel 2006. Anche Caputo è stato subissato, sul suo profilo, di stories che richiamavano alla cena, un piccolo sogno che si realizzerà per il centrattacco di un Sassuolo particolarmente prolifico.

Caputo a fine gara ha parlato anche del momento del Sassuolo e di… maglia azzurra: “Ora chiudiamo in bellezza, poi staccheremo un po’ la spina – ha spiegato -. Noi ci auguriamo sempre di fare il massimo, ogni anno è diverso da quello precedente. Ci teniamo tantissimo all'ottavo posto e il fatto che il mister resti qui con noi è un punto di partenza importante per tutti. Quest'anno – prosegue l’attaccante - mi sono tolto tanti sassolini dalle scarpe, ho fatto tanti gol belli e sono contento per l'annata che ho fatto”. Il finale è proprio per il commissario tecnico Roberto Mancini: “Io penso che il messaggio a Mancini sia quello che dice il campo...”. —