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A Modena una cittadella dello sport «Come se fosse un villaggio olimpico»

Un’unica “casa” per basket, calcio e volley: il progetto di Livio Proli affiancato da Paolo Galassini e Rodolfo Giovenzana 

MODENA. Un vulcano di idee, visionario e concreto. Livio Proli non intende fermarsi al progetto Modena Basket. Anzi, nella sua testa c’è qualcosa di ancora più grande per la città di Modena: una cittadella dello sport. «L’idea mi è venuta guardando un villaggio olimpico» - svela Proli - che ai tempi dell’Armani aveva sponsorizzato l’Italia ai Giochi. Nel progetto sono coinvolti i modenesi Paolo Galassini e Rodolfo Giovenzana: in pratica nella cittadella conviverebbero tre realtà sportive cittadine di basket (Mo.Ba.), calcio (Cittadella Vis Modena) e volley (Scuola Pallavolo Anderlini).



«L’idea iniziale è quella di affiliare questi soggetti, aprendola poi a chi vuole seguirci. Una sorta di villaggio olimpico in città, dove convivono atleti e discipline diverse in modo da poter godere della magia e forza mostruosa dello sport sano, quello dei valori». Proli come linea guida e fonte d’ispirazione ha l’immagine di un villaggio olimpico, una cittadella con porte aperte a tutta Modena e provincia, in grado di autofinanziarsi grazie a un virtuoso modello di sostenibilità, basato anche sul volontariato.

«Ho imbarcato in questa avventura Paolo Galassini e Rodoldo Giovenzana - racconta Proli -. “Giobbe” mi piace molto, ha una visione che va oltre i confini, ogni volta che riesco a parlarci lo vedo come fonte d’ispirazione». È con loro che il 52enne manager piemontese, ma modenese d’adozione, intende realizzare questa cittadella dello sport. Tre soggetti accumunati dalla stessa mentalità: «Siamo per un agonismo pulito, sentiamo il bisogno di investire nell’educazione e nella formazione dei ragazzi. Qui a Modena c’è la cultura giusta per realizzare qualcosa del genere, naturalmente con l’aiuto fondamentale del Comune e il coinvolgimento di privati. La sostenibilità economica non è per fare del business o per guadagnarci, ma ha solo ed unicamente l’obiettivo di creare redditività da investire nel progetto. In questo modo la cittadella dello sport si autofinanzierebbe, diventando un modello di sostenibilità».

L’idea dunque è di partire con le tre realtà sportive (Mo.Ba., Cittadella Vis Modena e SP Anderlini), ma le porte della cittadella saranno aperte a tutti. Cittadini e altre società di Modena e della provincia.

«Sono convinto che ci sarà un effetto domino. Bisogna solo fare il primo passo, quello più importante. Passando dalle chiacchiere ai fatti». E chissà che, nel frattempo, Modena possa riappassionarsi al basket come ai tempi del Burghy: «Questa è una città fantastica per volley e calcio. Ma credo che si possa tranquillamente appassionare anche alla pallacanestro, come è avvenuto a Milano. Il nuovo Mo.Ba. non intende fare invasioni di campo, ma la comunità si può allargare». —