Carnevali sventola il tricolore: «Il Sassuolo orgoglio italiano»

«Berardi la nostra bandiera, Magnanelli l’anima e inseriremo almeno un nostro giovane all’anno»

SASSUOLO. Ieri i test Mapei, con i neroverdi continuano ad allenarsi singolarmente al Mapei Football Center e, mentre impazza anche il mercato, ai microfoni della Giovane Italia di Sky Sport ha parlato Giovanni Carnevali, amministratore delegato del club neroverde. Non mancano parole importanti anche, sia pure non in modo diretto, in chiave mercato: “Noi crediamo nei giovani italiani, negli ultimi anni abbiamo aperto anche ai giocatori stranieri ma abbiamo una nostra identità, perché il giocatore italiano può fare la differenza in certi momenti”.

E allora si finisce per parlare di Berardi, Magnanelli e Raspadori: “Il nostro è un capitano storico, è cresciuto con noi professionalmente. Quando non gioca Magnanelli il capitano è Berardi che è la nostra bandiera, sta diventando uomo. Sarebbe bellissimo mantenesse la nostra fascia. E' cambiato, è maturato, e si evince dal rapporto con i giocatori, con i dirigenti, con il mister. Ci riempie di orgoglio e di gioia".


Berardi blindato, dunque, mentre Raspadori… : “Il nostro obiettivo è quello di portare in prima squadra almeno un giovane all'anno. Quest'anno è successo con Raspadori, l'esordio a Roma è coinciso con il suo gol e la partita vinta. Il mister è decisivo perché deve sapere quando farli giocare, quando tenerli in panchina, deve sapere quando è il momento giusto per loro".

Insomma, grande fiducia anche sul classe 2000 e pensiero che passa a Roberto De Zerbi: “Ho la fortuna di conoscerlo da quando era un ragazzino nelle giovanili del Milan – spiega Carnevali -. Lui è una persona speciale. E' un ragazzo intelligente, un allenatore di grandissime qualità, un grandissimo lavoratore, ha una visione di come deve essere il gioco del calcio, di dove si voglia arrivare. Ha un occhio particolare nel confronto dei giovani e sa come farli maturare, ma anche come far crescere i meno giovani".

Uno dei fattori per il successo è anche il Mapei Football Center: “E' il punto di partenza del nostro percorso di crescita, da qui che si mettono le basi per la parte sportiva e non solo. Avere una struttura di questo genere ci permette di dare la possibilità ai ragazzini di potersi allenare accanto ai grandi". Dopo un accenno al calcio femminile (“Siamo stati tra i primi a partire, siamo in serie A e abbiamo già più di dieci squadre nel settore giovanile”) il finale è ancora per Giorgio Squinzi e Adriana Spazzoli: “Considero il dottore un mio secondo papà, ci mancano tantissimo erano persone fantastiche. Abbiamo però la fortuna di avere alle spalle una azienda importante come la Mapei, portata avanti dai figli, come portano avanti il Sassuolo. Ogni volta che abbiamo un progetto pensiamo cosa avrebbero fatto loro". —