Scossa di assestamento nel nuovo Carpi: Morelli resta presidente, Morrone esce

Il direttore generale non fa più parte del progetto biancorosso dopo l’infuocato “cda” di martedì. Ecco il nuovo scenario



Alfonso Morrone non è più il Direttore generale del Carpi: è uno degli esiti dello scontro tra anime della società che avrebbe infuocato anche il Cda dello scorso martedì. I soci sono rimasti in conclave dalle 16,30 fino a tarda sera per poi cedere il passo alla lunghissima notte dei tifosi biancorossi, che verso le 23 hanno letto sul portale “TuttoC” del probabile addio di due figure chiave dell’organigramma societario, smentite ieri da un comunicato della società: «Il Carpi Fc 1909 comunica di aver appreso a mezzo stampa la presunta indiscrezione secondo la quale il Presidente Simone Morelli ed il Responsabile Area Tecnica Elio Signorelli sarebbero, citando testualmente, “ad un passo dall’addio”. La società, sorpresa, smentisce tali indiscrezioni e precisa che le posizioni citate non sono in discussione». Nonostante la smentita dello stesso Morelli raggiunto telefonicamente da Trc, «sono dinamiche normali per una società di calcio», la sola fuoriuscita di notizie è indice ci sia fervente dialettica all’interno della compagine societaria.


L’8 SETTEMBRE DI MORRONE

Morrone era già stato costretto ad un passo indietro lo scorso 8 settembre, quando fu chiaro che Elio Signorelli era il nuovo Direttore sportivo della società. Un ruolo lo stesso Morrone sperava di rivestire fino al termine della stagione. Come Morelli, Signorelli è un’altra pedina vicina a CereaBanca 1897. L’ha dichiarato Roberto Lamanna in una intervista resa al Tirreno: «Signorelli era disoccupato e Aldo Spinelli ha chiesto a Mastena, presidente di Cerea Banca, di inserirlo nel Carpi». Nel puzzle di via Marx anche Lamanna, ex presidente del fallito Cuneo, si è ritagliato un suo ruolo. Lo ha chiarito Mastena a Livornolive.it: «aiuta Cereabanca in un mondo complesso come quello del calcio. Lui e’ il nostro consulente calcistico per il Carpi e all’occorrenza per il Livorno calcio, perché ai calciatori in organico venga attribuito l’effettivo valore». Un uomo di fiducia la cui presenza nelle stanze di via Marx, nonostante l’assenza di qualsiasi ruolo ufficiale, non è passata inosservata. Che si occupi di Carpi lo ha ammesso lui stesso non più di sei giorni fa, sempre al Tirreno: «Proprio ora sono a Cerea: mi ha chiamato Mastena perché dobbiamo occuparci delle fideiussioni per il Carpi».

IL RUOLO DI CEREABANCA

Proprio la fideiussione necessaria allo sblocco del calciomercato è stata uno degli oggetti di discussione del cda di martedì. Ncs e Marcellusi da una parte, Morelli e tutti gli altri dall’altra. I primi contrari all’emissione di una ulteriore fidejussione e disposti ad attendere le uscite prima di sbloccare il calciomercato, i secondi più favorevoli. Nella foga potrebbe essere stato messo in discussione anche il ruolo dei vari Morelli, Signorelli e Lamanna. Uno scontro che, a giudicare dal comunicato della società, non avrebbe però alterato gli equilibri, semmai rinforzato l’attuale dirigenza: il divorzio da Morrone, probabilmente contrariato dal ruolo defilato che gli era stato attribuito, sgombra il campo da un protagonista poco allineato sia con lapresidenza che con la direzione sportiva. E dire che era stato l’ex dg ad allestire il primo nucleo della cordata che dopo varie vicissitudini era arrivata al Carpi con l’aiuto di CereaBanca, finanziatrice dell’operazione.

DISORIENTAMENTO

I più frastornati da tutto questo can can sembrano essere i giocatori. Ieri qualcuno di loro avrebbe voluto chiedere chiarimenti alla società. Di certo c’è stata una lunga chiacchierata con Pochesci. Di tutti però è proprio il tecnico ad aver maggiori motivi di preoccupazione, visto che gli annunciati rinforzi sono ben là dal venire. E a Mantova dovrà fare con quello che aveva contro la Samb, più Simone Gozzi. —