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Modena, ammutinamento alla Sea Sub: «I nostri figli vogliono andare via»

La società modenese in difficoltà per la protesta dei genitori di 21 ragazzi dopo l’addio del tecnico Poli. Carretti: «Sono cresciuti con lui, lasciateli liberi»  

MODENA. Braccio di ferro acquatico alle Dogali. Un gruppo di genitori protesta contro la Sea Sub. Chiede il rilascio dei cartellini per i figli, intenzionati a seguire i tecnici in uscita. Il club si oppone e considera gli sportivi «patrimonio della società».

Il Comune partecipa ai tavoli e auspica un intervento della Federazione italiana nuoto (Fin). La goccia che ha fatto traboccare l’acqua dalla vasca è rappresentata dalle dimissioni di allenatori negli scorsi mesi. Il nome più celebre è quello di Matteo Poli, confluito nel nuovo progetto sportivo targato Guardia di Finanza. Un gruppo guidato da finanzieri a livello societario e tecnici invece non appartenenti alle Fiamme Gialle.

Per gli spazi acqua le esplorazioni sono in corso, ma resta l’incognita degli atleti.

«Mio figlio ha sempre seguito Matteo dai tempi del Modena Nuoto - garantisce Tania Carretti, portavoce dei genitori - e ci siamo sempre fidati di lui. I nostri figli sono cresciuti con lui. È il classico allenatore con cui andrebbero a nuotare persino nel Panaro».

Così i genitori denunciano che i figli sono «alcuni dei 21 ragazzi ostaggi della burocrazia sportiva italiana, di regolamenti anacronistici e di una società sportiva che, pur navigando in pessime acque e non potendo garantire un adeguato livello professionale di preparazione sportiva, impedisce loro di accasarsi altrove per praticare ciò che amano e desiderano fare: nuotare». Accuse respinte al mittente da un comunicato della società. Nel testo si ricorda ai genitori che la Sea Sub «li ha accolti dopo la chiusura della società Modena Nuoto e per ben cinque anni ha investito su di loro, ottenendo rilevanti risultati sportivi (come l’oro di Tania Quaglieri nei 50 dorso agli Italiani), e continua a garantire l’attività di livello come gli scorsi anni».

Il club delle Dogali comunica che le attività sono state rafforzate «anche dall’accordo siglato con le società del territorio (Team Nuoto Modena) e con le altre società delle Piscine Dogali (Penta Modena, Bruno Loschi)».

La Sea Sub ribadisce così la «volontà di confermare l’attività di nuoto a tutti i nostri tesserati per fare quello che amano ossia nuotare». Un’opzione non contemplata da numerosi genitori. Per Carretti, il presidente della Sea Sub Luigi Reggiani «sa benissimo che nessuno degli atleti che sta limitando nuoterà mai più per la società». La madre garantisce che «con Matteo Poli ci stiamo attivando presso la Fin per definire il tutto anche a livello federale». «Gli atleti sono un patrimonio della società e sono tutelati dalla normativa della Federazione italiana nuoto - la replica del club - e non è possibile che venga loro permesso di seguire un allenatore che ha scelto di lavorare per altra società. Si precisa che con i tecnici che hanno svolto l’attività in questa particolare stagione sono stati presi accordi economici di mutua soddisfazione».

Giovedì scorso le diverse posizioni sono confluite in un incontro con l’assessore allo Sport, Grazia Baracchi. Il Comune non interviene nel merito delle norme Fin. Assicura invece che l’assegnazione degli spazi acqua è stata effettuata sulla base delle richieste delle società. La Sea Sub rivendica «300 atleti nei vari settori di pallanuoto, nuoto, nuoto sincronizzato e attività subacquea». «Le loro corsie resteranno vuote», il monito di Carretti. —