Carpi, Vano va al Mantova e arrivano tre giovani

Il bomber ceduto in serata, mister Pochesci incassa la conferma di Biasci Presi in prestito Giuliani, Brian Bayeye Jepthe e Ghion. Ultimi sviluppi societari

E’ stata necessaria un’altra riunione fiume tra soci, iniziata ieri in prima mattinata, per riuscire a trovare la quadra sulla campagna acquisti biancorossa. La fase di impasse societaria che aveva tenuto il mercato bloccato per giorni si è sciolta all’improvviso verso le 19, quando il sito del Mantova ha dato l’ufficialità del passaggio di Michele Vano dal Carpi ai virgiliani. Era il segno che almeno una tregua era stata raggiunta. Alla chiusura del calciomercato è andata come diceva mister Sandro Pochesci, che evidentemente aveva fiutato un compromesso accettabile: Tommaso Biasci confermato nella rosa e Vano ceduto al Verona per circa 130 mila euro (e da qui in prestito al Mantova) per creare lo ‘spazio salariale’ necessario ad evitare una nuova fidejussione, a regolarizzare le posizioni di Gozzi e Malcore e ad accogliere i prestiti, per i quali la scadenza era improcrastinabile, a differenza degli svincolati. Rinforzi necessari anche per sopperire all’assenza di Lomolino, che sarà operato alla spalla.

PRESTITI


Quando la vendita di Vano ha dato il via al mercato era ormai molto tardi e restavano solo poche ore per chiudere i contratti relativi ad alcuni prestiti come quello degli esterni Jacopo Giuliani (’99, dallo Spezia ma era a Pontedera), Brian Bayeye Jepthe (’99, dal Catanzaro) e del mediano Andrea Ghion (’00, Sassuolo). Attenzione all’ordine, perché dopo Gozzi e Malcore sarà quello con cui entreranno nel monte salari fino al tetto massimo, perché a ieri sera in via Marx ancora non c’erano i conti esatti. Gli ultimi in lista potrebbero essere esclusi.

TREGUA ARMATA O V ITTORIA

Sulle ragioni per cui è deflagrato il conflitto, e quindi neppure sul come si sia risolto, non si hanno voci autentiche dai protagonisti.

A quanto pare, Ncs e Marcellusi, che da soli detengono il 61% delle quote, avrebbero sollevato forti riserve sulla gestione della società e sul ruolo giocato da CereaBanca 1897, che ha un proprio uomo, Roberto Lamanna, dedicato al Carpi, come aveva dichiarato Luca Paolo Mastena, presidente dell’istituto di credito cooperativo. Rimane il mistero del perché i due soci non facciano valere la loro maggioranza risolvendo la questione.

A meno che la banca non abbia dalla sua argomenti importanti, fosse anche contrattuali. Se sia solo una tregua o sia stata rimossa la causa del conflitto lo si vedrà nelle prossime ore: se qualcuno avesse vinto potrebbero infatti esserci risvolti anche in alcune cariche sociali. —