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Il Carpi cerca riscatto Pochesci: «Mi aspetto che ora i più esperti spingano i giovani»

Oggi al Cabassi arriva l’Arezzo, il tecnico suona la carica «E sono felice che la società abbia trovato un po' di pace»



Il Carpi deve diventare grande, e per farlo c’è chi dovrà caricarselo sulle spalle. Per mister Pochesci spetta agli anziani del gruppo, a partire dalla partita di oggi contro l’Arezzo: «Ora i più esperti devono spingere i più giovani – ha detto nella conferenza pre gara – perché nelle prime partite è stato il contrario. Sono stati i giovani che col loro entusiasmo ci hanno portato ad avere una buona classifica e adesso mi aspetto tanto da Ferretti, Biasci, Maurizi, Fofana e Gozzi quando sarà in condizione. Siamo in 28, ma loro si devono assumere le proprie responsabilità sull'andamento di questo campionato. Gli altri sono qui per imparare e se hanno bravi insegnanti, loro in campo ed io fuori dal campo, allora questa squadra ci farà divertire».


FERRETTI E I NUOVI

Sulla cattedra, mister Pochesci ci vuole anche il nuovo arrivato Ferretti, oggi tra i convocati: «E' stato un giocatore importante, ma rispetto agli ultimi anni, a pelle, dico che lo vorrei con più fame, più ambizione e determinazione. E' bello da vedere e speriamo che oltre a essere bello ci faccia anche ballare. Devo ringraziare la società perché ha fatto uno sforzo importante per un giocatore importante, da cui mi aspetto tanto. Non voglio mettergli pressione ma ricordargli che è determinante per la crescita dei nostri ragazzi».In attesa che l’attaccante trovi la forma migliore, Pochesci si gode le buone impressioni suscitate dagli altri ultimi arrivati: «Ghion è di grande prospettiva ma deve prendere confidenza con i 90 minuti, il ritmo e le distanze di questo campionato. Chi è bravo come lui è avvantaggiato nelle categorie superiori. Bayeye ha una grande forza di volontà e questo mi fa ben sperare. E’ un 2000 che ha poche presenze ma questa sarà una scuola importante per tutti questi giovani».

LA SOCIETÀ E IL MERCATO

Il calciomercato potrà portare un altro pezzo, ma neppure Pochesci si aspetta molto di più: «La rosa è al completo, perché per me anche Martorelli e Maurizi sono attaccanti aggiunti. Ridzal è in ritardo ma sarà l'ariete che ci manca per le partite chiuse in cui serve una torre. Abbiamo ancora due posti in lista perché abbiamo tanti nati dopo il 2000 ma dobbiamo fare di questo il nostro cavallo di battaglia, non una scusante. Scegliamo i giovani perché crediamo nella loro bravura, non per il minutaggio. Se il giovane bravo coem l’anziano, gioca il giovane. Dai più esperti pretendo di più». Sono stati giorni turbolenti, ma ora il tecnico è «contento che la società abbia trovato un po' di pace, perché tra direttori, responsabili e tutto il resto abbiamo passato un mese dal quale la squadra è stata brava a distaccarsi. Ci hanno fatto piacere le parole del presidente che ci ha incoraggiato. Sono imprenditori che si sono affacciati quest'anno nel mondo del calcio, quindi gli dobbiamo far venire quella voglia e quella passione che noi già abbiamo per scelta di vita».

LA SCONFITTA

Il tecnico è tornato anche sul gol della sconfitta con l’Imolese: « Sul gol divido la colpa in quattro: chi ha fatto il fallo, l'arbitro che doveva fischiare a nostro favore, chi doveva stare davanti alla palla e non è uscito, infine il portiere. Io sono qui per correggere gli errori, non per giudicare. Ma devo evidenziare chi sbaglia perché devono capire che non deve più accadere». Le regole appaiono chiare. —