Calcio. Dilettanti, è ufficiale: anche la Seconda va avanti

Sanguanini (Crer): «Bene che tutti possano allenarsi». Credi (Figc): «Lo sport andava lasciato stare, i problemi altrove»



MODENA. Abbiamo dovuto appellarci alla dirigenza del Crer per fare quella chiarezza che ancora ieri a ora di pranzo non tutti gli addetti ai lavori avevano, ma alla fine è arrivata la sentenza: i campionati dilettantistici seniores, in base al DCPM reso noto nella serata di domenica, proseguono, almeno in Emilia Romagna, sino alla Seconda Categoria compresa, che è categoria di carattere regionale affidata in gestione alle delegazioni provinciali; ferma solo la Terza, così come tutte le categorie giovanili provinciali juniores compresa, mentre prosegue invece l’attività di Juniores regionali, Allievi e Giovanissimi interprovinciali e campionati Elite. Ma la partita potrebbe non essere chiusa, perchè da Roma si sta trattando con Governo e organi tecnico-scientifici per una possibile maggiore “apertura”. Per questo motivo, un comunicato della Figc emiliano-romagnola atteso per ieri pomeriggio è slittato a oggi se non domani. Il governo del calcio infatti avrebbe voluto e vorrebbe continuare, anche quello locale come si evince dalle parole del vicepresidente del Crer Dorindo Sanguanini. “Che ci sarebbe stato – dichiara – un inasprimento delle restrizioni visto il peggioramento della situazione pandemica a livello italiano, come europeo e mondiale, era logico aspettarselo. Tutto sommato non possiamo lamentarci perché a tante categorie, sia seniores che giovanili, viene concesso di continuare come prima. E positivo è il fatto che a quelle che devono fermarsi viene comunque consentito di continuare ad allenarsi anche se, come giusto che sia, in un modo magari diverso e con delle regole. In questa maniera, se all’occorrenza si ripartirà le squadre saranno pronte e non dovranno rifare una preparazione”. Insomma, lo spirito dalle nostre parti sembra diverso da quello che invece in Lombardia, di fronte peraltro anche a un numero di nuovi positivi giornalieri ben più alto, ha portato a fermare tutto. “Noi – prosegue Sanguanini – siamo comunque pronti a decidere in autonomia la sospensione totale per un mese, se sarà necessario. Tanto con i gironi a 14 squadre, idea che non benediremo mai abbastanza, riusciremmo comunque a completare i tornei. I tanti rinvii? Sicuramente ci stanno creando disagio, specie in Eccellenza dove bisogna conciliare campionato e una Coppa che deve concludersi entro un preciso termine. Chiaro che appena si potrà le società dovranno essere disposte a pedalare… “. Assai più esplicito il commento del delegato provinciale di Modena Vincenzo Credi: “A parte la confusione tra dilettantismo e sport di base contenuta nel decreto, a pagare sono stati i bambini che erano gli ultimi a doverlo fare, e in generale il mondo sportivo e del calcio in questo caso. I primi perchè dopo essere stati tenuti fermi per sete mesi sono stati di nuovo stoppati quando avevano appena ripreso la loro attività motoria; il secondo perché sono state penalizzate società che hanno speso e fatto sacrifici per organizzarsi affinchè tutto si svolgesse secondo le regole. Io sono sempre per la salute, sia chiaro, ma i provvedimenti seri andavo presi altrove, sulle movide varie e i pre e post-scuola. Il calcio e lo sport andavano lasciati stare”. —

 

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