Sassuolo, mai una partenza così veloce. Attacco da favola per l’obiettivo Europa

I numeri delle prime 4 giornate incoronano la macchina da gol di De Zerbi: gioco, spettacolo e secondo posto in classifica

SASSUOLO Nonostante fosse lunedì, quello di ieri è stato un dolce risveglio per il Sassuolo. Servizi sulle tv nazionali, titoloni sui giornali, social impazziti. Ora tutti, ma proprio tutti, si sono accorti del “fenomeno Sassuolo”. Che fino a ieri ai più pareva una bella incompiuta, etichettata come una delle tante favolette di provincia. “Giocano bene, ma rischiano troppo e in alto non ci possono stare” - era opinione diffusa-. Presto per sbilanciarsi, però dopo 4 giornate la classifica dice il contrario e premia i neroverdi, secondi in classifica a due lunghezze dal Milan capolista. Un sogno? No, una bellissima realtà. Mai nei precedenti anni di Serie A il Sassuolo di De Zerbi era partito così forte: nel 2018 i neroverdi avevano messo insieme 7 punti nelle prime tre per poi perdere con la Juventus. Adesso i punti dopo 360 minuti sono 10. Meglio che nella partenza sprint con De Francesco nell’anno della conquista dell’Europa League (8 punti nelle prime 4). Anche a livello di produzione offensiva i 13 gol segnati sinora rappresentano un record assoluto per i neroverdi in A: dopo il pareggio iniziale (non senza rimpianti) per 1-1 col Cagliari, ecco tre poker di fila a Spezia, Crotone e Bologna. Con Caputo e Berardi, quanto a reti e assist, migliore coppia italiana post lockdown: Ciccio ha preso parte a 17 segnature (12 reti e 5 assist), Mimmo lo segue con 14 partecipazioni (8 gol e 6 assist). Ciliegina sulla torta il primo gol in Nazionale per entrambi nell’amichevole del 7 ottobre scorso contro la Moldavia, alimentando (con Locatelli) il sogno Euro 2021.

ATALANTA 2.0


Per la sua aggressività, il calcio votato all’attacco e la produzione offensiva il Sassuolo è stato ribattezzato Atalanta 2.0. Qualche differenza, ma anche molti i punti in comune tra le due più belle realtà provinciali del calcio italiano di vertice. Il Sassuolo di De Zerbi vince, convince ma soprattutto diverte. In questi anni ci si è annoiati poco, nel bene e talvolta nel male. Tutto previsto però in un cammino di maturazione iniziato due stagioni fa, col tecnico bresciano chiamato a raccogliere la scomoda eredità di Eusebio Di Francesco. Passo dopo passo la squadra, rinnovata e ringiovanita attraverso strategie di mercato finalizzate a trattenere i migliori, ha iniziato a crescere rimanendo fedele ad una filosofia ben precisa: gioco, organizzazione, coraggio e l’idea di voler segnare sempre un gol più degli altri, anche prendendosi dei rischi. Alla terza stagione il Sassuolo di De Zerbi ha assunto esperienza, consapevolezza e può ragionevolmente alzare l’asticella delle ambizioni.

FRUTTI

De Zerbi, che di recente ha rifiutato un’allettante offerta della Roma, sta raccogliendo i frutti di quanto ha seminato nelle due precedenti stagioni a Sassuolo. Frutti che, assieme a risultati e classifica, si possono toccare con mano anche nella crescita e valorizzazione dei singoli. Tre dei quali (Caputo, Locatelli e Berardi) si sono meritati pure la chiamata in azzurro. A 33 anni Caputo è il terminale ideale per il gioco offensivo predicato dal tecnico, Berardi si è scrollato di dosso l’etichetta di eterno incompiuto, Locatelli e Djuricic sono centrocampisti di valore assoluto che potrebbero giocare titolari in qualsiasi delle big per non parlare di Boga.

OBIETTIVI

A questo punto l’Europa non è più solo un semplice sogno, ma un traguardo che si può raggiungere. La società ha gettato fin da subito la maschera fissandolo come obiettivo stagionale, lo stesso De Zerbi è consapevole di avere tra le mani un “giocattolo” in grado di stare stabilmente nelle prime sei-sette della classifica. Proprio quello che gli aveva chiesto un anno fa Giorgio Squinzi.—