Sassuolo sfida il Toro, De Zerbi ordina: «Niente ansia, ma voglia di vincere»

«La classifica conta poco, ma il primo posto sarebbe una gratificazione. Dobbiamo ritrovare la brillantezza nel gioco»



Vincere stasera col Torino vorrebbe dire essere a 13 punti dopo 5 giornate e rimanere ai piani alti della classifica. De Zerbi predica calma, la strada è lunga i piedi devono rimanere per terra: «Alla quarta-quinta giornata, la classifica non dico che conti zero, ma conta poco – le parole del mister neroverde nella conferenza stampa della vigilia - Se vuoi cercare di alzare l'asticella, quando affronti un momento determinante, non devi viverlo con l'ansia. Non dobbiamo avere l'ansia di vincere a tutti costi, la voglia sì. La voglia di sbloccare la partita sì, l'ansia e la smania di sbloccarla o di vincerla subito no. Dobbiamo passare attraverso il gioco e l'organizzazione, la qualità dei giocatori, divertendoci, stando attenti, volendo vincerla a tutti i costi per vederci in cima alla classifica, perché sarebbe una gratificazione. Ma se vogliamo diventare una grande squadra o avvicinarci alle grandi, dobbiamo vivere la cosa in maniera giusta, non dobbiamo avere preoccupazioni, ansie o altri impedimenti mentali, dobbiamo accettare di avere delle difficoltà nella partita, già prevederle adesso».


Domenica scorsa la gara col Bologna è partita in salita: «C'è consapevolezza di essere una squadra forte, ma questo non fa male, è positivo. Nella gara col Bologna però abbiamo avuto la dimostrazione che, quando non siamo “giusti”, andiamo sotto, anche meritatamente. Il gol del 3-2 è stata la scintilla che ha fatto partire la reazione ma, fino a quel momento, non abbiamo giocato male ma abbiamo perso tutti i duelli, siamo arrivati tardi in alcune letture e, in Serie A, quando è così, vai in svantaggio e poi perdi».

I pronostici danno il Sassuolo favorito sul Torino: «Di sicuro la classifica oggi conta poco e i pronostici fatti in base a quella valgono zero. Il Torino è una squadra in costruzione, composta da buoni calciatori, che cercano sempre di giocare, una squadra organizzata, ordinata, che sa cosa deve fare in campo. Per fare risultato, noi dobbiamo giocare e anche bene. A oggi non siamo brillantissimi. Stiamo facendo tanti gol, non stiamo subendo particolarmente ma nel gioco non siamo pulitissimi. Dobbiamo ricordarci da dove siamo partiti, tenendo fede al nostro Dna che rispecchia le qualità dei giocatori, dobbiamo fare il calcio che questa squadra ha dimostrato di saper fare. Ci sono tanti motivi per i quali non siamo ancora brillantissimi, non sono alibi, sono motivazioni concrete, ma nel gioco dobbiamo cercare sempre la perfezione, sapendo che non sempre basta per il risultato ma quello deve essere il nostro obiettivo».

Marco Giampaolo per De Zerbi è un amico: «Sì, lo è, lo stimo e l'ho sempre stimato, quando andava bene e quando non ha avuto i risultati, non sono quelli a spostare il mio giudizio su di lui. Siamo in un momento diverso del nostro percorso da allenatore. Partire costruendo un progetto non è come essere al terzo anno». Tornando al Sassuolo, la stagione è iniziata bene nonostante le tante assenze: «Oltre al fatto che i risultati ci siano nonostante il gioco non ancora brillantissimo, un altro motivo per essere fiduciosi sul futuro è il fatto che tanti giocatori determinanti siano fuori. Magnanelli è l'anima della squadra e quando manca già nell'allenamento si sente, Defrel non è a pieno regime, Boga non l'abbiamo mai avuto, Chiriches si è allenato poco, Rogerio è infortunato e c'è stato solo col Cagliari, Toljan manca da due partite, Maxime Lopez è appena arrivato ed è un giocatore importante, che prima entra nei meccanismi della squadra e prima miglioreremo tutti. In tanti non sono ancora al cento per cento, quando lo saranno tutti, saremo ancora più forti». —