Serie C. Il Carpi ci prova nella tana della Fermana

Il tecnico Pochesci: «Affrontiamo un avversario compatto e lanciato, mi aspetto molto da Maurizi, Biasci e Gozzi»



Mister Pochesci sa che l’avversario è di quelli abituati alla lotta nel fango della serie C e ai suoi ragazzi, chiede soprattutto coraggio: «Nel calcio ci sono due fasi – ha detto ieri in conferenza stampa – quella del coraggio e della paura. Bisogna capire quale arriva prima. La paura viene se manca il coraggio e quando arriva perdi. La squadra è in salute ma dobbiamo affrontare una partita difficilissima con una squadra che viene da due vittorie ed ha grande entusiasmo. Dobbiamo stare molto attenti».


UN MAURIZI DA 10

Sarà un vero e proprio ‘derby degli ex’ e proprio a uno di loro chiede uno scatto in più: «Punto molto su Maurizi, ma si deve prendere delle responsabilità. Le stesse di quando si è preso il numero 10. Sta crescendo e ci stiamo capendo anche se siamo due caratteri totalmente diversi. Io mi sono aperto, lui un po' meno. Deve capire che ha una maglietta molto importante e quando l’ha scelta gliel'ho detto. Io lo aspetto ma insieme a Biasci e Gozzi è tra quelli che mi deve dare molto di più. Da loro pretendo il 110 per 100. Maurizi la scorsa stagione era in una squadra top e giocare con giocatori più forti è più facile. Lui deve capire che oggi dev'essere quello che alcuni compagni erano per lui la scorsa stagione e assumersi queste responsabilità in fretta». Anche per far continuare a sorridere la classifica: «Mi sorprende essere lassù, ma se andiamo a vedere le partite, i ragazzi i punti se li sono meritati. Forse in un caso siamo stati un po' aiutati dalla dea bendata, ma nelle sconfitte si poteva fare qualcosa di più. Sono invece sorpreso che giocatori come Venturi, Fofana, Bellini o Varoli abbiano giocato poco in questi campionati. Per me sono ragazzi molto interessanti, anche perché sono molto giovani. Il campionato di C dovrebbe essere una vetrina per loro, invece non giocano e poi li metti in campo e fanno 13 punti». Magari con l’aiuto di qualcuno: «Biasci è il nostro Messi perché è sempre determinante: se non segna fa segnare».

SFIDA SALVEZZA

Per il tecnico sarà una sfida come le altre, cioè un’altra sfida sulla strada della salvezza. A prescindere dalla classifica, dalle ambizioni e dalle aspettative, così vuole che la affrontino i suoi ragazzi: «La Fermana è una squadra che si conosce, mentre noi questo percorso lo stiamo facendo, anche se con risultati strabilianti. Sono abituati a soffrire, ma dall'altra parte trovano un allenatore che soffre da una vita. L’unica cosa che mi spaventa è se la mia squadra non capisce che deve lottare più degli altri per ottenere quello che sta ottenendo. Se giochiamo come gruppo allora possiamo dare fastidio, ma se pensiamo di essere secondi in classifica sbagliamo». —