È un Sassuolo fenomenale: sgambetta il Napoli e sogna

Nonostante le tante e pesanti assenze gara capolavoro dei neroverdi che sbancano il San Paolo e si portano a - 2 dal Milan 

“Vedi Napoli e poi muori” scriveva il famoso poeta tedesco Goethe. Da ieri sera il Sassuolo ha riscritto a suo modo questo storico aforisma con “Vedi Napoli e poi sogni”. Sì, perchè il clamoroso successo ottenuto al San Paolo certifica la forza di un Sassuolo lanciato in solitaria all’inseguimento del Milan capolista. Quello di ieri era uno scontro diretto tra le seconde della classe che, sulla carta, attribuiva ben poche chance ai rimaneggiatissimi ospiti. Ma i pronostici, si sa, contano poco. A parlare sono i fatti che ancora una volta hanno dato ragione ai neroverdi, trascinati da un Locatelli sempre più leader di una squadra che non smette di stupire: prestazione di alto livello sotto tutti i punti di vista e vittoria per 2-0 contro un avversario della levatura del Napoli che, sul campo, in campionato non aveva ancora perso.

Comanda il gioco


In casa neroverde è il gioco a comandare. Da sempre, a maggior ragione da quando De Zerbi siede in panchina. Quindi non c’è poi tanto da stupirsi se nonostante otto giocatori rimasti a casa (tra cui gente come Berardi, Caputo e Djuricic) il Sassuolo se la sia giocata alla pari col Napoli al San Paolo, rispondendo colpo su colpo alle sfuriate dei padroni di casa. Quella neroverde è un’orchestra che, anche se cambiano i musicisti, suona lo stesso spartito. Perchè è il gioco la stella polare, poi le qualità dei singoli fanno il resto. Questo spiega perchè, nonostante De Zerbi abbia dovuto ridisegnare la squadra negli interpreti per l’emergenza, le seconde linee - che nel Sassuolo non possono essere definite tali - non hanno fatto rimpiangere i titolari.

CAPOLAVORO

Un capolavoro. Solo così si può definire la prestazione offerta al San Paolo dai neroverdi che ieri avranno convinto anche gli ultimi scettici. Questo Sassuolo è una realtà del calcio italiano e fa sul serio per la gioia di De Zerbi che sta raccogliendo i frutti di quanto seminato nelle scorse due stagioni. Una squadra che gioca a memoria, facendo del palleggio, dell’applicazione e dell’organizzazione le sue armi principali. Squadra che crea con coraggio accettando anche di rischiare e soffrire. Tant’è che nel primo tempo Consigli ha dovuto dare il meglio di sè per salvare su Osimhen e Fabian Ruiz con il solo Boga in grado di impensierire Ospina. Giusto lo 0-0 col quale si è andati negli spogliatoi. Nella ripresa la gara è rimasta viva ed imprevedibile, ma al minuto 57 si è materializzato l’episodio che ha rotto l’equilibrio in favore del Sassuolo: Di Lorenzo tocca Raspadori in area, l’arbitro Mariani prima lascia correre poi viene richiamato al Var e assegna il penalty. In assenza dei rigoristi Berardi e Caputo, sul dischetto si è presentato Locatelli che con freddezza ha spiazzato Ospina. Il Napoli le ha provate tutte per riaprire la sfida, ma creando poche occasioni, una in particolare con Mertens fallita incredibilmente dal belga sotto porta. Nel finale è successo di tutto: Manolas l’ha buttata nel sacco ma tutto era già fermo per fuorigioco, poi Osimhen ha invocato invano il rigore per una trattenuta di Marlon (Gattuso ha protestato a lungo con l’arbitro Mariani) e in pieno recupero ci ha pensato il sempre più convincente Maxime Lopez a firmare il 2-0 dopo aver scaratato l’intera difesa napoletana.

QUALITÀ

Qualcuno potrà obiettare che il 2-0 è una punizione eccessiva per il Napoli. Probabilmente sì, ma quel che ha impressionato sono la qualità delle trame del Sassuolo e la personalità messa in campo dai ragazzi di De Zerbi, animati da un grande spirito di sacrificio che non li ha mai portati a rinnegare la loro filosofia di gioco. E alla fine sono stati premiati con tre punti che valgono anche la prima, storica vittoria, del Sassuolo al San Paolo.—