Sassuolo, adesso i neroverdi devono convincersi di quanto valgono

Dietro il fenomeno Sassuolo ci sono le idee di De Zerbi e un progetto societario illuminato. Ma con certe squadre servirà un piano B

Ma questo Sassuolo durerà nei piani alti della classifica? Ce la farà ad andare in Europa? Sono le domande che si fanno un po’ tutti gli sportivi di fronte al fenomenale inizio di campionato dei neroverdi. Che lassù, secondi da soli ad un paio di lunghezze dal Milan capolista, non ci stanno per caso. Prestazione e risultati attuali sono il frutto di due stagioni di duro lavoro “nelle quali abbiamo buttato il sangue”, per dirla alla De Zerbi. La società nel programmare ha seguito le direttive del tecnico, qualcuno se n’è andato per esigenze di bilancio ma nell’ultima sessione i gioielli sono rimasti tutti. In più è arrivato un centrocampista di valore assoluto come Maxime Lopez e in difesa la squadra ha ritrovato un monumentale Chiriches che aveva trascorso la scorsa stagione in infermeria. Ora resta da recuperare il “vero” Defrel e scoprire Schiappacasse. Ma già così com’è il Sassuolo è un gran bel giocattolo, le cui prestazioni non sono frutto della casualità, bensì di un progetto sempre più convincente e che dimostra, quando necessario, di saper anche prescindere dagli interpreti. Napoli ne è stato un esempio illuminante: squadra stravolta dalle assenze, ma che mai ha rinunciato alla propria filosofia di gioco, frutto delle idee di De Zerbi. Tecnico destinato ad una luminosa carriera e sul quale da tempo hanno drizzato le antenne club di mezza Europa.

Tornando alla domanda iniziale, il Sassuolo durerà nel tempo? È da mettere in preventivo che possano arrivare tempi duri o anche flessioni dal punto vista fisico. In quei momenti a fare la differenza dovranno essere i giocatori, chiamati all’ultimo step della maturazione, il definitivo salto di qualità a livello mentale. In parole povere devono convincersi di quanto sono forti. E su questo tasto batte forte De Zerbi, conscio del valore tecnico e morale del suo gruppo.


Vittorie come quella di Napoli rappresentano un’importante iniezione di fiducia e consapevolezza, ma ora servono conferme anche contro squadre più chiuse, quelle che se ne stanno rintanate dietro la palla facendo densità, che non vengono a pressare alto per togliere rapidità ed efficacia al palleggio neroverde com’era accaduto nel sofferto pari casalingo contro il Torino. Per stanare questo tipo di squadre serve un piano B già da adottare, presumibilmente, venerdì con l’Udinese .—

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