Sauro Frutti: «Il Modena mi è piaciuto, ma serve un attaccante da 15-20 gol»

L’ex bomber canarino era al “Martelli”: «I gialli hanno costruito gioco, sono un po’ mancati al momento della finalizzazione»



Un cuore diviso a metà. Quello di Sauro Frutti lunedì scorso per Mantova- Modena. C’era anche lui in tribuna al ‘Martelli’ per il derby del Po, una partita nella quale per l’ex bomber era impossibile schierarsi nettamente per una delle due squadre. Mantova è la città in cui vive da decenni e ha vestito la maglia dei virgiliani per 136 gare di campionato, con 52 gol segnati. Modena è il luogo in cui si è comunque sentito a casa perché gli ha regalato una seconda giovinezza calcistica a 32 anni, dopo che il Bologna lo aveva un po’ frettolosamente scaricato. In maglia gialloblù ha collezionato 94 presenze e 40 reti, 38 delle quali nelle prime due stagioni (1985-’87), col record personale di 21 in un campionato. Inutile chiedergli se il risultato finale dell’altra sera può avere soddisfatto entrambe le metà del suo cuore calcistico. Soddisfazione doppia perché, malgrado lo zero a zero, Frutti ha apprezzato il match: “Ho visto una partita gradevole e soprattutto due buone squadre. Entrambe avrebbero potuto vincere, quindi bene così, anche se 1-1 o 2-2 sarebbe stato il punteggio più giusto per quello che si è visto in campo. Il Mantova pressa alto, cerca la velocità, il Modena punta molto sul palleggio, insomma hanno confermato quello che si sapeva di loro”. Dato che secondo Frutti ambedue le formazioni potevano prendere i tre punti, perchè invece si sono dovute accontentare del pari? “Il Modena ha costruito molte azioni, ma è un po’ mancato al momento delle finalizzazioni. Qualche errore di misura sia nell’ultimo passaggio che nelle conclusioni ha fatto svanire le occasioni create. Anche il Mantova ha confermato quanto di buono fatto nelle precedenti gare interne, ha avuto qualche buona opportunità per segnare, e anche qui a volte è mancata la precisione. E quando invece c’era ecco che è diventato protagonista Gagno. E’ stato molto reattivo, ha dato sicurezza con uscite autoritarie nella sua area, compiendo un mezzo miracolo su Guccione. La sua parata più difficile, ma lui ha letto subito la situazione e ha anticipato l’uscita bassa. Davvero bravo. Poi nella difesa gialloblù mi è piaciuto soprattutto Ingegneri, anche se il reparto a volte ha mostrato qualche sbavatura, in certe chiusure in diagonale ad esempio”. Insomma, il Modena è piaciuto a Frutti, sia come complesso che come singoli: “Sono rimasto impressionato da Gerli, che non conoscevo. Questo ragazzo è sempre al posto giusto, sa sempre cosa fare, va anche al tiro, dimostra grande personalità. Una rivelazione per me, lo segnalerò a mio genero (ndr, Berrettoni, diesse del Pordenone). Bene anche gli altri centrocampisti, Castiglia, bravo a inserirsi, Prezioso, Tulissi, che si è visto a sprazzi, ma che è forte tra le linee, poi Sodinha. L’avevo seguito anche quando era a Mantova, lo conosco bene e mi ricorda certi numeri dieci di un tempo, lo stesso Maradona, fatte le debite proporzioni. Anche Sodinha infatti con la palla fa quello che vuole. Il suo problema però è la parte atletica, la resistenza e se Mignani lo tiene per il secondo tempo o l’ultima mezzora, quando può cambiare le partite, credo che sia la gestione più opportuna. Davanti non c’era Scappini, mentre Monachello è partito bene poi è calato alla distanza”. Cosa potrà fare questo Modena nella corsa alla B? “Un’idea più precisa sarà possibile averla al giro di boa. Già così è una squadra forte, ma una punta da 15-20 gol a stagione sarebbe davvero la ciliegina sulla torta”.—