Schiappacasse, l’eterno predestinato ci riprova «Sassuolo grande chance, non vedo l’ora di giocare»

Il 21enne attaccante uruguaiano dopo il Covid e la quarantena è pronto «Sono stato accolto benissimo, il calcio di De Zerbi è l’ideale per me» 

SASSUOLO. Da Montevideo a Sassuolo il viaggio è lungo, soprattutto se si parte a 17 anni e se il tragitto prevede scali e deviazioni continue, passando per Spagna, Italia e Portogallo. La storia di Nicolas Schiappacasse si srotola lungo linee aeree transoceaniche, rincorre binari e autostrade, che ora lo hanno portato in terra emiliana, alla ricerca di una casa e, possibilmente, della dimensione giusta.

L’esterno offensivo uruguaiano ha, infatti, bisogno di riprendere il percorso di crescita calcistica, maturando quelle qualità emerse nelle prestazioni giovanili: “Ho iniziato a 11 anni al River Plate e ho fatto parte della nazionale uruguaiana Under 15 e 17. Quando ho compiuto 15 anni sono andato in Primera Division; il mio debutto in prima squadra è stato a 16 anni, ero molto nervoso, perché ero giovane e la mia famiglia non stava attraversando un bel momento: giocare e fare gol mi hanno aiutato tanto. Ho debuttato anche in Coppa Libertadores, il livello calcistico era alto e mi son trovato a giocare contro squadre come Rosario Central, Palmeiras, Nacional: momenti incredibili, sono stato fortunato.

A 17 anni, mi sono trasferito all’Atletico Madrid”. Schiappacasse brilla soprattutto in Nazionale, registrando numeri da record: “Con l'Under 20 ho fatto 21 gol in 47 partite, un’esperienza da sogno. Il campionato Sudamericano Sub20 è stato in Ecuador, feci 3 gol e vincemmo il torneo, avevamo una selezione fortissima con giocatori come Bentancur, Amaral, De La Cruz. Dopo siamo andati a giocare il Mondiale in Corea: è stato un torneo difficile ma positivo, perché siamo arrivati in semifinale". In Europa, nonostante l’etichetta di predestinato, le cose non vanno al meglio e sono gli infortuni a frenarlo: “All’Atletico sono stato sfortunato, perché ho avuto problemi muscolari e un infortunio al ginocchio.

Sono stato tanto tempo senza giocare, trascorrendo due anni alla Primavera dell’Atletico, e, poi, al Rayo Majadahonda, in seconda divisione spagnola. Dopo il torneo sudamericano con la Nazionale, sono andato a Parma; lì ho debuttato e giocare in Serie A era una grande opportunità, ma dopo i match contro Napoli, Frosinone Atalanta, mi sono infortunato di nuovo”. Una carriera finita nel limbo, dunque, ma quest’estate è arrivata una nuova opportunità: “Dopo un’esperienza in Portogallo, avevo ancora 3 anni con l’Atletico e loro mi stavano per dare in prestito in seconda divisione, fortunatamente si è presentato il Sassuolo e non ho avuto dubbi. Seguo il Sassuolo da tempo, è una squadra fortissima e con un’idea di gioco”.

In Emilia, però, l’avventura non è iniziata sotto una buona stella: “Il primo giorno ho scoperto di avere il Covid; per fortuna, dopo 20 giorni di quarantena, il primo allenamento è stato bellissimo: tutti i compagni mi hanno dato il benvenuto e mi sono sentito a casa. Il mister è una gran persona fuori dal campo e un tecnico con un’idea fenomenale, soprattutto per noi attaccanti: si tratta di un’opportunità ottima per me e sono felice di essere qui”. Ora, a Schiappacasse non resta che farsi conoscere: “Le mie caratteristiche sono la velocità, l’essere ambidestro, il giocare per la squadra e penso di avere tecnica e agilità. Non sono ancora al 100%, perché sono stato fermo a lungo, ma sto migliorando. Il primo obiettivo è quello di debuttare con la maglia del Sassuolo, magari arrivando a conquistare le coppe europee; poi vorrei tornare in Nazionale”.—