Verona-Sassuolo, sfida tra rivelazioni ispirate da... Bielsa

I due tecnici De Zerbi e Juric hanno come modello il tecnico argentino del Leeds, ma ne interpretano la filosofia in maniera molto diversa 



L’ottavo turno di Serie A presenta due big match su tutti, ovvero Napoli-Milan e… Hellas Verona-Sassuolo. Nessun errore, quella dello stadio Bentegodi è, classifica alla mano, una delle partite più rilevanti del turno: le due formazioni, reduci da un avvio stagionale da sogno, non sono però delle complete sorprese, perché stanno raccogliendo i frutti di un lavoro di lungo corso e che rispetta un chiaro progetto di crescita, che ruota intorno alle idee dei rispettivi allenatori. Il match di Verona diventa, così, anche una sfida tra Ivan Juric e Roberto De Zerbi, in un confronto che evidenzia punti di contatto e differenze. Entrambi sono allenatori giovani (De Zerbi è il più giovane di Serie A e Juric ha 4 anni in più), entrambi conoscono bene le piazze in cui si trovano (De Zerbi è al terzo anno a Sassuolo, Juric al secondo a Verona), entrambi hanno idee di gioco ben definite e riconducibili in parte ad un modello comune, ovvero Marcelo Bielsa. L’allenatore argentino ha stregato completamente Juric: “Ero ossessionato, andavo ogni giorno a leggere il suo blog e guardavo tutte le sue partite. È stato un’enorme fonte d’ispirazione e di crescita, soprattutto nel modo di vedere il calcio e i valori esistenziali”. Anche De Zerbi è stato influenzato da “El Loco”, tanto che, dopo l’esperienza a Palermo, è riuscito ad incontrarlo e a studiarlo direttamente: “Un mio amico aveva il numero di Bielsa e lo contattai: gli spiegai chi ero e gli chiesi di assistere a un allenamento; lui mi richiamò e invitò me e il mio staff per una settimana intera. Uno stage prezioso, ci dedicò ore di spiegazioni”. La lezione di Bielsa è stata imparata dai due allenatori, che, però, l’hanno resa propria, definendo un modello di gioco particolare e unico, come dimostrano Hellas e Sassuolo. Il mister serbo ha capito presto di dover puntare sull’intensità, sulla solidità difensiva e sull’aggressione dell’avversario, per poi rilanciare l’azione mirando ad avvicinarsi il più rapidamente possibile alla porta; pur da una rosa a cui manca un po’ di qualità, Juric sta ottenendo il massimo: la difesa concede poco o nulla (ha subito solo 5 gol) e, in avanti, l’arrivo di Kalinic ha garantito quella profondità ideale e quel gioco di sponda che premia al meglio gli inserimenti di Zaccagni (3 assist in stagione) e Barak (già 3 gol segnati). Il Sassuolo di De Zerbi, invece, ha un marchio di fabbrica diverso, che può sfruttare maggiore qualità per cercare possesso palla, dominio del gioco e un atteggiamento sempre propositivo, anche a costo di correre rischi e di concedere spazi difensivi, spingendo su una fase offensiva creativa e partecipata. Bielsa, Guardiola e ancora altri, le influenze ravvisabili nel calcio di Juric e De Zerbi possono essere varie, ma domenica sarà il campo a parlare, con Verona e Sassuolo che dovranno usare la propria voce. —


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