Sassuolo, è sfida aperta al Milan primo della classe

Il confronto tra i due tecnici De Zerbi e Pioli, entrambi ex. Precedenti scoppiettanti, la rivincita di LocatellI

Una vince a Verona nel pomeriggio, l’altra trionfa a Napoli alla sera; una segna 2 reti e ne incassa 0, l’altra ne realizza 3, sempre a porta inviolata; una nelle ultime 5 gare ha ottenuto 3 vittorie e 2 pari, l’altra replica l’identica sequenza. Si potrebbe continuare ancora a lungo a descrivere un botta e risposta che, in fondo, sarebbe anche giustificabile visto che si tratta della sfida tra la prima e la seconda in classifica di Serie A o, almeno, sarebbe normale se una delle contendenti non fosse il Sassuolo. In una Serie A ancora senza padroni, ad animare la corsa alla prima piazza ci sono due outsider, ma molto diverse tra loro: da una parte c’è il Milan, storicamente abituato a competere per obiettivi importanti, anche se ormai è da parecchio tempo lontano dalla testa del gruppo; dall’altra parte, ci sono i neroverdi che, solo a pensare alla vetta, dovrebbero avere le vertigini. Sarebbe curioso sapere chi è stato in grado quest’estate di ipotizzare una simile classifica dopo 8 giornate, perché, se mai ci fosse un simile temerario (cosa piuttosto dubbia…), meriterebbe quanto meno un riconoscimento con cui possa dimostrare che a volte lungimiranza e pazzia viaggiano sullo stesso binario. Sassuolo e Milan stanno creando un’alternativa valida ai soliti recenti monologhi bianconeri e i punti di contatto tra queste due inattese prime della classe sono molti, a partire dal rendimento post lockdown; è stato durante la sosta forzata, infatti, che è accaduto qualcosa all’interno del gruppo, tanto da segnare uno spartiacque. Per cercare i meriti di questa maturazione, bisogna partire dagli allenatori, due che sono stati confermati in estate e che conoscono molto bene il rivale del momento: De Zerbi ricorda sempre la sua importante esperienza formativa al Milan da giocatore, mentre Pioli ha conosciuto direttamente la panchina neroverde, guidando gli emiliani nel 2009-2010.

Anche in campo le storie si mescolano, a partire da Manuel Locatelli: l’ex ‘enfant prodige’ milanista è uno dei migliori prodotti del vivaio rossonero e, dopo gli esordi in prima squadra e alcune reti (tra le quali, ovviamente, una contro il Sassuolo), è in terra emiliana che si è costruito un’identità di calciatore maturo e solido. Milan-Sassuolo non è, però, solo una sfida tra ex, ma anche tra modi di interpretare il gioco: le due squadre sono votate all’attacco, tanto che i neroverdi viaggiano a 2,5 gol di media e i rossoneri sono immediatamente alle loro spalle (2,38 di media), contando su reparti offensivi che cercano continuamente la porta (120 tiri realizzati da entrambe le squadre). Le modalità, però, con le quali arrivano a segnare sono molto diverse e, se il Sassuolo preferisce la manovra palla bassa e evita i cross (è ultimo in Italia in questa classifica), il Milan predilige invece proprio i traversoni al centro (ne ha già realizzati 47); discorso molto simile vale per i lanci in profondità, che De Zerbi vuole centellinare, mentre Pioli chiama di frequente, tanto da incidere sulle graduatorie dei casi di fuorigioco segnalati (27 per il Milan, 10 per il Sassuolo). L’interpretazione di queste ultime statistiche non è difficile: offensivamente, il Milan ruota attorno ad un attaccante accentratore che combina tecnica e fisico, come Ibra; mentre il Sassuolo si affida ad attaccanti mobili, tecnici e che non amano muoversi spalle alla porta. Nonostante strategie diverse, entrambe le squadre preferiscono controllare il gioco e dettare i tempi della partita, trovandosi tra i primi posti per possesso palla. Tra punti di contatto e distanze, Milan e Sassuolo stanno dando un tocco di imprevedibilità a questo avvio stagionale e, se prevedere il futuro sulla base di esperienza, qualità, impegni, profondità della rosa e maturità psicologica non pare semplice, ci si deve accontentare di aspettare il prossimo fine settimana, per una nuova puntata di questa insolita sfida a distanza di alta classifica. Che tanto sarebbe piaciuta a Squinzi, di fede milanista ma patron neroverde.