Noselli e Selva: «Per lo scudetto è dura, ma il Sassuolo può puntare all’Europa»

«De Zerbi un allenatore entusiasmante. Non sarà facile restare lassù, però i neroverdi diranno la loro fino alla fine»

105 presenze e 38 gol in serie B per l’uno, 59 presenze e 23 reti tra serie C1 e cadetteria per l’altro. Ieri hanno parlato a Tmw del Sassuolo e del suo straordinario momento due grandi ex neroverdi, Alessandro Noselli e Andy Selva, due cannonieri che sono rimasti nella memoria dei tifosi del Sassuolo.

Cominciamo dal romano con nazionalità sportiva sanmarinese (oggi Selva allena il Pennarossa, proprio a San Marino): “Non è cambiato tanto rispetto ai miei tempi, i progetti sono sempre stati quelli. Il Sassuolo credeva nelle sue ambizioni e nelle sue potenzialità anche quando non vinceva. Per me non è una sorpresa, è una società fatta di persone competenti. Squinzi era un presidente come pochi ma ha lasciato seguito ai figli e a tutta la dirigenza. Poca pressione a Sassuolo? Credo valga anche adesso. A Sassuolo c'è passione, vera, ma con rispetto per giocatori, gruppo e società. La tifoseria neroverde è eccezionale, sa capire i momenti della squadra e incoraggia i propri beniamini". Selva parla anche del tecnico De Zerbi: “Va dato merito, tanto, anche a De Zerbi. E' un tecnico all'avanguardia, con prospettiva. L'ho visto al lavoro, mi ha entusiasmato, mi ha trasmesso sensazioni positive. Sarà dura restare in vetta ma per me non è una sorpresa. Non scordiamoci che il Sassuolo è già andato in Europa, non è più una rivelazione assoluta...". Infine un ricordo per chi c’era ai tempi di ‘Selva la Belva’ e c’è ancora: "Tra i giocatori solo Magnanelli, poi Giovanni Rossi come direttore, poi De Santo come magazziniere e il fisioterapista".


Da Selva a Noselli, suo compagno di squadra nella stagione 2008/2009. Noselli parla apertamente di Europa, ma non crede allo scudetto per il Sassuolo: “Devo essere sincero, non mi aspettavo il Sassuolo su questi livelli. Mi aspettavo sì un ulteriore step in avanti dopo l’ottimo finale della scorsa stagione, ma immaginare il Sassuolo lassù al secondo posto era difficile. La squadra però lavora insieme da tanti anni oramai, anche con lo stesso mister, quindi gli automatismi sono rodati e il bel gioco espresso lo dimostra. Penso che il Sassuolo dirà la sua fino in fondo, anche se pensarlo in lotta per lo scudetto è dura: magari potrà coltivare il sogno europeo. Forse non per la Champions ma per l’Europa League ci può essere”. Per il bersaglio grosso, dunque, manca ancora uno step: “Per lottare per lo scudetto devi essere abituato a certe sfide, a certi obiettivi. Devi essere abituato a stare in alto in classifica. Il Sassuolo gioca bene e ha dei giovani di grande valore, ma a livello di rosa ci sono squadre più forti. Gli stadi vuoti possono essere un fattore che aiuta? Tutto sommato sì, tanti giocatori, non solo del Sassuolo, magari non renderebbero così. Dopo un errore uno stadio pieno magari ti fischia e ti riprende, così invece sei libero di sbagliare e di riprovare. E’ un altro modo di giocare a calcio e di certo avrà aiutato qualcuno”. —