Carpi-Triestina, Pochesci se la prende con l’arbitro: «C’è sudditanza verso il blasone»

«Non c’è alcuna malafede ma quando in campo parla Lodi  non ha il peso di uno come Ghion Così si falsa il campionato, avremmo otto punti in più»

CARPI Mister Pochesci esordisce nel dopopartita parlando dell’arbitraggio, che proprio non gli è andato: «Purtroppo il calcio lo conosciamo tutti –ha detto il tecnico – e quando giochi contro dei blasoni importanti che investono molto c’è sudditanza. Ma se dobbiamo vedere partite indirizzate è meglio fare come negli Usa, dove gioca chi ha i soldi. Questo è il sesto gol annullato che mi dicono regolare. Sul rigore per loro, segnalato sempre dallo stesso assistente, c’è un fallo su Carletti. Così si falsa il campionato perché con questi sei gol avremmo otto punti in più. Non è giusto, perché noi siamo una squadra giovane e in mezzo al campo abbiamo poca esperienza e chi strilla di più sembra abbia ragione».

Un rammarico dettato anche dall’ennesima prestazione convincente del suo Carpi: «La squadra gioca un bel calcio per questa categoria. Oggi hanno debuttato dall’inizio due ragazzi e hanno fatto la loro partita. Quando si gioca a calcio noi siamo i più bravi, ma non siamo i più forti. Non possiamo neanche paragonarci alla rosa della Triestina.

Però il Carpi è stato superiore a tutte le squadre che ha incontrato, forse con l’eccezione del SudTirol. Noi li mettiamo spesso dentro l’area di rigore, gli avversari ci riescono solo sui calzi piazzati e in questo dobbiamo crescere perché siamo un po’ ingenui. Difendere a zona non vuol dire non contrastare. Ma sono fiero di come stanno giocando i ragazzi. Trovatemi chi non ha dato l’anima contro una grandissima squadra nonostante gli assenti. E hanno due punti più di noi. Non ce l’ho con gli arbitri, ma ogni partita due o tre episodi che ci dicono contro. Sono prepotenze, non credo ci sia malafede. È sudditanza. Se parla Lodi e parla Ghion è diverso.

Dobbiamo crescere su questo». Infine due ricordi: «Un abbraccio a Maradona perché è il campione della mia infanzia. Per quello che ho visto io è stato il migliore al mondo. E poi ricordiamo la giornata contro la violenza sulle donne. Io ho lavorato per sei anni al Grassi di Ostia e anche una nostra infermiera, Michela Ferretti, è stata uccisa dal marito. Voglio ricordarla a nome di tutte le donne perché era una ragazza stupenda». —

F.G.

© RIPRODUZIONE RISERVATA