Sassuolo riflette dopo il primo ko: gli infortuni e un turnover limitato le “spine” di De Zerbi

Caputo out, la cronica fragilità di Chiriches, Defrel mai disponibile. Djuricic, Boga, Berardi e Raspadori non al top 

SASSUOLO Caputo assente per un problema muscolare, Defrel fuori da tempo e senza certezze sui tempi di recupero, Chiriches in campo in condizioni precarie e fuori nel finale del primo tempo per un infortunio muscolare, Raspadori e Djuricic in campo nonostante condizioni non ottimali, in più gli assenti Haraslin, Ricci e Romagna e ancora Boga e Schiappacasse ancora alle prese con il lento avvicinamento alla migliore condizione.

In una gara senza nemmeno troppi assenti (in stagione, finora, ci sono state partite anche peggiori da questo punto di vista) De Zerbi si è trovato a fare i conti con una vera emergenza, soprattutto in attacco. Senza Caputo e senza il primo cambio (Defrel), centravanti ha giocato Raspadori recuperato in extremis e giocoforza in difficoltà contro l’arcigna difesa nerazzurra. E oltre agli infortunati e agli indisponibili il Sassuolo ha un altro problema, quello legato al superlavoro a cui si stanno sottoponendo alcuni atleti, a partire da uomini chiave come Locatelli e Berardi. Locatelli, in particolare, oltre ad essersi caricato sulle spalle il Sassuolo in questo avvio di stagione, è stato protagonista anche in maglia azzurra dove ha conquistato non solo il tecnico Mancini, ma pubblico e critica, al pari dello stesso Berardi. Tutto questo ha comportato un superlavoro dal punto di vista atletico e, in più, è diventato chiaro che limitare Locatelli significa limitare il centrocampo del Sassuolo, la zona nevralgica del campo soprattutto per una squadra che fa del gioco il suo cardine. L’Udinese prima e l’Inter poi (‘sacrificando’ in qualche modo Barella che non ha mai lasciato il compagno in azzurro) hanno fortemente limitato il raggio d’azione dell’ex milanista e il Sassuolo ha perso una buona percentuale di pericolosità. In pratica sta diventando evidente che il Sassuolo ha grandi qualità ma che deve fare i conti con alcuni uomini chiave. A questi già elencati possiamo aggiungere Chiriches, decisivo nelle tre gare senza subire reti, ma molto fragile atleticamente tanto da aver saltato le ultime due convocazioni con la Romania. Nonostante questo Chiriches contro l’Inter (dopo aver iniziato la partita con qualche errore di troppo e con la sfortunata autorete) si è fermato per un infortunio di natura muscolare sul finire della prima frazione di gioco. De Zerbi aveva parlato proprio di questo pericolo in sede di presentazione della partita, ma evidentemente ha scelto di schierare ugualmente il centrale ex Napoli dall’inizio, rischiando ora di perderlo per qualche settimana.


E qui introduciamo l’ultimo tema: quello del turnover o, per meglio dire, del mancato turnover. Nel finale della stagione scorsa, con tante partite ravvicinate in estate, il turnover sistematico era stato uno dei punti di forza del Sassuolo, una scelta che ora De Zerbi non sta più facendo proprio in virtù di alcuni uomini considerati troppo importanti (lo stesso Ferrari ha giocato sempre in questa stagione e anche il francese Maxime Lopez è ben presto diventato titolare fisso). Di fatto le alternative nelle ultime gare sono state proposte soltanto a partita in corso, fatti salvi gli infortunati e gli atleti che sono incappati nel coronavirus. E’ probabile, comunque, che nelle prossime settimane un po’ di turnover torni anche per il Sassuolo, proprio considerando gli atleti più stanchi o comunque un po’ in difficoltà e nell’auspicio di recuperare al più presto gli infortunati. Già questo darebbe più scelta a De Zerbi e più qualità complessiva alla squadra.—