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Stefano Aravecchia

REGGIO. Milanesi indigeste al Sassuolo. Dopo l’Inter anche il Milan passa al Mapei Stadium in una partita praticamente mai cominciata. Sei secondi e 76 centesimi il tempo impiegato i rossoneri per sbloccare il risultato: dal cerchio di centrocampo Calhanoglu avanza palla al piede, assist per Leao che fredda Consigli sotto gli occhi degli imbambolati neroverdi. È il gol più veloce della storia della serie A. L’avvio shock ha mandato in fumo i piani tattici di De Zerbi che, schierando una squadra molto offensiva, voleva sorprendere il Milan con un avvio aggressivo. Invece si è verificato l’esatto contrario. Il gigantesco regalo di Natale concesso alla capolista dopo una manciata di secondi ha indirizzato il match, iniettando insicurezza nelle vene di Berardi e compagni. Incapaci di reagire, per tutto il primo tempo in balia di un Milan a segno anche con Saelemaekers. Solo nella ripresa il Sassuolo si è sbloccato, ma ormai la frittata era fatta. L’assenza di Locatelli ha pesato, non basta però a giustificare un primo tempo così incolore. L’assetto scelto da De Zerbi non ha convinto, ne sarebbe servito uno (forse il 4-3-3) che desse più equilibrio a centrocampo e impedito al Milan di sfruttare sulle fasce la potenza di Theo Hernandez e la corsa di Saelemaekers, affrontati uno contro uno da Toljan e Rogerio. Uscendone con le ossa rotte. Ma questo è il senno del poi. Il vero problema riguarda l’autolesionismo di un Sassuolo che continua a farsi gol da solo: era accaduto con l’Inter, a Firenze ha subito il pareggio su un rigore evitabilissimo, ieri ha esagerato con un paio di regali clamorosi. Inaccettabile a questi livelli prendere gol dopo meno di 7 secondi dal calcio d’inizio restando fermi come statuine del presepio, ma anche il raddoppio nato da un angolo a favore. Buon per il Milan che si tiene stretto il primo posto mantenendo un punto di vantaggio sull'Inter. Qualche brivido solo nel finale quando con Berardi i neroverdi hanno provato a riaprire una gara fino a quel momento mai in discussione. Sono 25 i risultati utili consecutivi inanellati dai rossoneri nel 2020 e 15 le volte in cui sono stati in grado di segnare almeno due reti a partita. Una regola che si è confermata anche contro un Sassuolo tutt’altro che impeccabile in fase difensiva, sovrastato a centrocampo e poco concreto in attacco nonostante i tanti attaccanti in campo.


Milan padrone

Nonostante assenze pesanti (Ibrahimovic, Bennacer, Rebic e Kjaer) il Milan ha saputo imporre fin dal calcio d’avvio il proprio gioco e atteggiamento. Dall'altra parte un Sassuolo con sei novità rispetto a Firenze, con Caputo in panchina e Defrel punta avanzata. Nemmeno il tempo di sistemarsi in campo e il Milan mette la freccia dopo appena 6 secondi e 76 centesimi, con quello che Pioli ha definito uno schema studiato in allenamento. L’inizio dirompente del Milan potrebbe completarsi al 9' quando Calhanoglu raddoppia ma la rete viene annullata per un fuorigioco di Saelemekers. Il pericolo scampato non basta al Sassuolo per scuotersi: neroverdi impauriti e incapaci di costruire gioco. A dettare legge è il Milan che poco prima della mezzora mette in ghiaccio i tre punti: micidiale ripartenza dopo un angolo del Sassuolo, Brahim Diaz innesca Theo Hernandez che si autolancia e dopo un’imperiosa cavalcata mette sui piedi di Saelemaekers la palla del 2-0. In tutto questo neroverdi spettatori non paganti. La reazione sta tutta in un’occasione di Berardi, sventata da Romagnoli in extremis.

Più convinzione

Ad inizio ripresa De Zerbi prova a cambiare togliendo Defrel e Rogerio per Caputo e Kyriakopoulos. Poco dopo entra anche Boga. Senza più niente da perdere e col Milan in gestione del vantaggio, i neroverdi se la giocano con più convinzione. Ma Donnarumma non corre pericoli. Il gol che può riaccendere il match arriva solo a un minuto dal novantesimo quando una punizione dal limite di Berardi, l’ultimo ad arrendersi, trova la decisiva deviazione in barriera di Hauge che spiazza Donnarumma. Ma ormai è troppo tardi.—

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